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SETTORE:
ADOLESCENZA-PSICHIATRIA-PSICOANALISI |
Problematiche
evolutive e processi protettivi.
Riflessioni introduttive I comportamenti antisociali degli adolescenti possono essere letti come l'espressione di una difficoltà evolutiva, che impedisce l'acquisizione di un'identità sociale e che spesso comporta un'incapacità di assumere la responsabilità delle proprie azioni. Rispetto a tali comportamenti, il volume propone alcune tematiche che oggi richiamano l'attenzione di esperti e non solo. II concetto di rischio psicosociale ha visto nel tempo l'evolversi di teorie e modelli interpretativi diversi, fino ad arrivare all'adozione di una prospettiva dinamica. L'autrice propone alcuni spunti sul concetto di resilienza e sull'importanza dell'individuazione di meccanismi e processi protettivi alla base degli esiti evolutivi degli individui. L'obiettivo principale diventa quello di individuare i precursori di uno sviluppo adeguato, che si concretizzi nel benessere psicologico e sociale. Approfondimenti specifici sono dedicati ai temi della devianza minorile, con particolare riferimento alle azioni di gruppo e a comportamenti attualmente molto diffusi, quali il bullismo. L'azione è intesa come costrutto psico sociale, articolato e complesso, che comprende diverse dimensioni del significato sociale: cognitive, interattive e comportamentali. Allo stesso modo, l'azione deviante viene letta come processo, che esprime significati individuali e relazionali. |
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Paradossi
della mente giovanile. Oscillazioni
tra noia, angoscia e creatività Il titolo del volume riprende quello della giornata di studio tenutasi il 7 novembre 2007 presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Roma “Tor Vergata”. Il tema della "noia” nel mondo giovanile viene proposto, attraverso le ricerche presentate, nelle sue complesse sfaccettature, accomunate, pur nella loro variegata specificità, da un dato comune: la difficoltà dei giovani a gestire la propria vita mentale ed emotiva. Vengono analizzate le dinamiche in cui frequentemente, oggi, gli adolescenti si ritrovano intrappolati, a causa della loro incapacità di confrontarsi con i limiti e le frustrazioni, elementi necessari sulla via della realizzazione di progetti significativi, per il loro vivere il futuro, specularmente al mondo adulto, sotto il segno di una crescente incertezza, o ancora per il loro esperire con disagio le situazioni di intimità, pur foriere di possibili situazioni appaganti. In tale contesto, è difficile pensare che possa crearsi lo spazio interno necessario per l'attivarsi del desiderio, inteso come espressione di qualcosa di cui si percepisce la mancanza. Lo stato di noia viene così a proporsi, in alternativa, come una soluzione più accessibile e rassicurante, per quanto, inevitabilmente, collegata ad una penosa sensazione di vuoto. Per uscire da quest'impasse, i giovani hanno bisogno dì un costante confronto con il mondo adulto, per imparare a guardarsi dentro con coraggio, a saper valorizzare la propria vita mentale ed emotiva, a progettarsi nel futuro con speranza. |
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Il corpo
come se. Il corpo come sè. Trasformazione della società
e agiti autolesi in adolescenza Comportamenti quali i tentativi di suicidio, i gravi disturbi alimentari, le scarificazioni, l’abuso di alcol e droghe, gli incidenti ricorrenti e le ripetute interruzioni di gravidanza, al di là della specificità di ciascun soggetto, sono manifestazioni di un profondo disagio, che hanno come denominatore comune l’attacco al corpo e che, spesso, sono utilizzate dall’adolescente come unica “via di uscita” da una situazione psichicamente insostenibile. Si tratta di comportamenti portatori di un malessere diffuso, presente in tutte le fasce sociali, che coinvolge tanto i giovani quanto gli adulti: i giovani lo esprimono attraverso “agiti” più o meno violenti, ma comunque distruttivi, gli adulti attraverso ammissioni di impotenza, di insicurezza, di perdita di autorevolezza. L’interazione adolescente-ambiente è il tema portante di questo volume, che vuole proporre una riflessione interdisciplinare sul significato degli “agiti” autolesivi in adolescenza e sulle risposte che il mondo adulto può, o potrebbe, offrire attraverso interventi articolati, frutto di una reale ed efficace interazione tra differenti ambienti e funzioni. |
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Non voglio
più vivere alla luce del sole. Il disgusto per il mondo
esterno di una nuova generazione perduta Adolescenti che si barricano nella propria stanza e non ne escono per anni, abbandonando gli studi, navigando e giocando on line e mantenendosi con lavoretti via web, vivendo di cibo spazzatura ordinato per telefono o lasciandosi morire di fame. Ragazze che non vogliono allontanarsi dalla famiglia d'origine ma restare in casa servite e accudite come principesse, il matrimonio o una possibile prole considerati peggio che inutili. Giovani che si rintanano per mesi in giganteschi internet café con tanto di brande e pasti in pronta consegna. Dal suo osservatorio di Tokyo, Zielenziger è stato tra i primi a cogliere questa tendenza, questa specie di epidemia. Se in Giappone un'intera generazione sta sparendo, chiusa in se stessa e nel proprio rifiuto di esistere, i segnali dal resto del mondo non sono rassicuranti. Il disgusto per un mondo esterno sempre più veloce e una società sempre più competitiva, il chiudersi in un bozzolo fino a un'improbabile "guarigione" spontanea (o, più di frequente, fino all'ospedalizzazione coatta o al suicidio) sta arrivando anche in America e in Europa, a partire dai paesi del nord (Svezia, Finlandia e Danimarca). Team internazionali di psichiatri e sociologi si sorprendono a studiare e a definire una sindrome per lungo tempo limitata e occasionale, quella dello "shut-in" (del "recluso"), che sta mutando ed espandendosi rispetto all'originale hikikomori giapponese (letteralmente, il "confinato", il "chiamato fuori"). |
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La prevenzione
in adolescenza. Percorsi psicoeducativi di intervento La prevenzione del rischio e l’educazione al benessere e alla salute degli adolescenti rappresentano una delle sfide più difficili, e al tempo stesso stimolanti, degli ultimi anni. Vi sono impegnati insegnanti, educatori, operatori sociali, psicologi, associazioni, enti e strutture sanitarie, famiglie. Questo volume offre loro un vasto spettro di riflessioni scientifiche e di indicazioni metodologico-operative per la prevenzione, l’intervento e la valutazione di azioni educative nel campo dei comportamenti a rischio degli adolescenti (uso di sostanze psicoattive, abuso di alcol, fumo, guida pericolosa, bullismo, comportamenti devianti e aggressivi, sesso precoce e non protetto). L’accento è posto, in particolare, su abilità/capacità individuali (le life skills), come pensiero critico, empatia, problem solving, capacità relazionali, che possono rivelarsi un’utile risorsa nella prevenzione. Gli aspetti teorici della psicologia dello sviluppo sono coniugati con il taglio operativo di schede tecniche da utilizzare in attività rivolte agli adolescenti all’interno di interventi strutturati e azioni programmate. |
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Il Se'
insipido negli adolescenti. Compulsioni
autolesionistiche, suicidarie, sessuali, disturbi alimentari, abusi, piromania,
spray murali Perchè l'autolesionista, gli anoressici-bulimici, l'adolescente violento, l'abusatore, oppure i "maniaci" dello spray murale cercano compulsivamente il rischio? Il fine sembra indicare il bisogno urgente di raggiungere l'eccitazione di per sé che appaga, rifugia. Se l'anoressica e il tendente suicida cercano la sparizione di sè per essere visti, la bulimica si abbuffa senza gustare il cibo per trovare il suo sapore, il piromane appicca il fuoco per spegnere l'incendio che ha dentro, l'autolesionista cerca il dolore per non sentire più la sofferenza... Paradossi che corrono paralleli all'incertezza e alla conflittualità del momento di crisi adolescenziale, dove un Sé debole, Insipido, non può fare a meno di trovare un modo per metabolizzare il suo esserci nel mondo. |
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La preadolescenza Solo negli ultimi anni la preadolescenza è stata individuata nelle sue caratteristiche specifiche; in passato è stata quasi sempre assimilata alla fanciullezza, che veniva distinta dall’adolescenza grazie allo snodo della pubertà. La Parte I (Marocco Muttini) stabilisce i confini del terreno di analisi: dall’identificazione dei caratteri specifici del preadolescente (sia sotto l’aspetto fisico-corporeo sia sotto quello psicologico) e dalle criticità del suo processo identitario ai modelli di relazione con il mondo degli adulti e dei coetanei, a un quadro descrittivo della crisi evolutiva, che identifica le possibili disarmonie di sviluppo della personalità, i deficit fisici e psichici e i disagi psicopatologici. La parte II, invece, è costituita da interventi di autori diversi che approfondiscono temi e problemi: il preadolescente nella famiglia (Giani Gallino, Fulcheri-Bugni, Ferri-Monaco-Niro) e nella scuola (Bertagna, Pavone); il consulente psicopedagogico in preadolescenza (Accomazzo, Risso). Il libro, in adozione presso la facoltà di Psicologia dell’Università di Torino, è il primo intervento organico su una materia di cui finora non è stata definita in modo chiaro l’autonomia: è dunque destinato a diventare un primo punto di riferimento italiano sull’argomento. |
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La preadolescenza.
Identità in transizione tra rischi e risorse La preadolescenza analizzata in modo critico, con qualificati contributi di ricerca su una fase di sviluppo cruciale, spesso trascurata dalla letteratura scientifica nazionale ed internazionale. Nella preadolescenza il soggetto ordina il mondo e riconosce le strutture causali degli eventi, comportandosi come un sistema che si autoregola, resistendo al disordine e generando nuove strutture equilibrate. L'equilibrazione che ne deriva, in particolare quella "maggiorante", rappresenta il modello di processo che determina il nuovo funzionamento cognitivo. Si tratta di importanti e complessi compiti cognitivi che le ricerche hanno chiarito solo negli ultimi anni, ma l'ampiezza dei problemi di sviluppo di questo periodo evolutivo non è caratterizzata solo da turbamenti, conflitti e incertezze. Infatti la maggior parte dei ragazzi intervistati si percepisce giustamente come serena, sicura e ben integrata poiché il passaggio dall'infanzia all'età adulta non avviene di colpo ma matura con l'evoluzione e nell'affrontare gli intensi mutamenti intellettuali ed emotivi di questo peculiare periodo dello sviluppo psicofisico e affettivo. |
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Amicizia
e innamoramento nell'adolescenza Perché nella preadolescenza e nell'adolescenza gli amici diventano più importanti? Quali forme può assumere l'amicizia? E come, e in quali modi, si accompagna ad essa l'innamoramento? Si tratta di esperienze che conferiscono a questo periodo il carattere di una sperimentazione intensa e talvolta sofferta, esperienze che aiutano a crescere ma che possono presentare anche una serie di problemi, esaminati da Guido Petter con abbondanza di esempi. |
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L'ospite
inquietante. Il nichilismo e i giovani II nichilismo, ovvero il momento in cui “i valori supremi perdono il loro valore”, quello che Nietzsche chiama "il più inquietante fra tutti gli ospiti", si insinua nella formazione dei giovani, schiavi dell’età della tecnica. La tecnica non tende a uno scopo, non produce senso, non svela verità. Fa solo una cosa: funziona. Finiscono sullo sfondo, corrosi dal nichilismo, i concetti di individuo, identità, libertà, senso, ma anche quelli di natura, etica, politica, religione, storia, di cui si è nutrita l'età pretecnologica. Chi più sconta la sostanziale assenza di futuro che modella l'età della tecnica sono i giovani, contagiati da una progressiva e sempre più profonda insicurezza, condannati a una deriva dell'esistere che coincide con il loro assistere allo scorrere della vita in terza persona. I giovani rischiano di vivere parcheggiati nella terra di nessuno dove la famiglia e la scuola non "lavorano" più, dove il tempo è vuoto e non esiste più un "noi" motivazionale. Le forme di consistenza finiscono col sovrapporsi ai "riti della crudeltà" o della violenza (gli stadi, le corse in moto ecc.). C'è una via d'uscita? Si può mettere alla porta l'ospite inquietante? |
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La narrazione
delle emozioni in adolescenza. Contributi e ricerca e implicazioni
educative Da molto tempo la psicologia si occupa di ciò che accade nella mente delle persone. Negli ultimi vent'anni sono state sviluppate nuove metodologie per indagare cosa avviene nei luoghi in cui prendono vita le vicissitudini umane, sia tra le persone sia tra queste e gli eventi che succedono loro. In questo volume protagonista è l'adolescenza, regione della vita in cui tutti noi abbiamo un tempo vissuto e che tuttavia ci appare incredibilmente lontana col passare degli anni. Al fine di comprendere gli abitanti di questa regione, quale metodo migliore potrebbe esserci rispetto a quello che si focalizza sulle emozioni utilizzando l'approccio narrativo attraverso diari e testi scritti dagli adolescenti? Le narrazioni degli adolescenti a cui si fa riferimento in questo libro sono racconti autobiografici che si focalizzano sulle emozioni e rappresentano passi in avanti nella loro comprensione. |
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Genitori
e psicologo. Madri e padri di adolescenti in consultazione Qual è il ruolo dei genitori nella consultazione e nella psicoterapia dell'adolescente? Possono entrare nello studio dello psicologo o devono restarne fuori, possibilmente non stazionando neanche in sala di attesa? E se si decide di coinvolgerli, chi li deve incontrare, per fare cosa, con quale setting? Questo volume intende testimoniare l'importanza di un coinvolgimento diretto dei genitori nella consultazione e nella psicoterapia dell'adolescente, attraverso la presentazione di modelli che integrino i fondamenti teorici con riferimenti diretti alla tecnica e ad esperienze applicative. Inquadra le problematiche specifiche dell'essere genitore di adolescenti oggi, attraverso la lettura fornita da diverse teorie psicologiche ma, soprattutto, utilizzando tutte le potenzialità inscritte nell'incontro tra lo psicologo clinico e i genitori dell'ex bambino, divenuto adolescente. |
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I nuovi
mali dell'anima. Il disturbo borderline e narcisistico negli
adolescenti Ogni epoca storica è stata connotata dalla presenza di peculiari psicopatologie. Se oggi appaiono poco diffuse le forme di isteria sulle quali Freud ha fondato le sue teorie, è opinione corrente che si incontrano con sempre maggiore frequenza nuovi e più preoccupanti disturbi, ovvero quelli borderline e narcisistici, che pongono al clinico non poche difficoltà nella loro corretta diagnosi e terapia. Scopo del libro è approfondire la conoscenza di questi "mali" in modo da poterli più adeguatamente affrontare e prevenire. A tal fine, vengono esaminati gli studi compiuti dai più importanti indirizzi psicodinamici - freudiano, adleriano e junghiano - nonché illustrati i miti ad essi collegati. Nel contempo è riportata, in maniera più pragmatica, la descrizione dell'intervento analitico effettuato su due ragazzi, integrata da alcuni loro scritti. Il risultato è un volume in cui si possono "toccare" le caratteristiche di questi disturbi e le problematiche teoriche e pratiche implicite nel loro trattamento, e che può costituire un utile strumento anche per insegnanti, formatori, genitori. Giacomo Balzano, psicoanalista ad orientamento adleriano, ha costituito a Bari 20 anni fa il Centro Psicologia Applicata, impegnandosi nella terapia di adulti e adolescenti. Ha pubblicato nel 1998 il libro Disagio giovanile: storie di cambiamenti (G. Laterza), cui è seguito, nel 2005, il volume Giovani del Terzo Millennio (Armando). |
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| Non è
colpa delle mamme. Adolescenti difficili e responsabilità
materna Gustavo Pietropolli Charmet Milano, Mondadori, 2007 (Oscar saggi) ISBN: 880456850X 233 p. € 9,40 Settore ADOLESCENZA-PSICHIATRIA-PSICOANALISI È fuori dubbio che la madre abbia un ruolo essenziale nella maturazione del figlio. Tuttavia, sostiene Gustavo Pietropolli Charmet, non si deve caricare il ruolo materno di responsabilità eccessive: la crescita di un adolescente è di per sé un processo difficile, in cui ciascun giovane incontra ostacoli e sperimenta emozioni negative. Le madri non vanno, quindi, colpevolizzate, bensì aiutate ad accompagnare i figli nella fase di separazione dal mondo materno, verso la loro affermazione come entità psicologica autonoma. Durante questo delicato passaggio, le madri possono essere le principali alleate dei loro figli: rispettose, ma non assenti, offrono un aiuto e un sostegno che spesso non vengono richiesti, e che sono invece essenziali. |
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| Ascoltare
altrimenti. Adolescenti stranieri a scuola Claudia Bruni Milano, Franco Angeli, 2007 (Adolescenza, educazione e affetti) ISBN: 978-88-464-8369-0 160 p. € 15,50 Settore ADOLESCENZA-PSICHIATRIA-PSICOANALISI Nei luoghi di ascolto psicologico destinati agli adolescenti a scuola arrivano sempre più spesso ragazzi stranieri. Le ansie derivanti dall'inserimento in una nuova società hanno molto in comune con quelle che caratterizzano il passaggio dall'infanzia all'adolescenza: i ragazzi stranieri lasciano due paesi contemporaneamente, uno reale e uno simbolico. È fondamentale avere nei loro confronti un atteggiamento accogliente, curioso verso la differenza, che ne faciliti il racconto, la valorizzi attrezzando uno spazio per celebrare con loro il rito della transizione e aiutarli a elaborare l'eventuale trauma migratorio: la migrazione è un atto complesso, spesso ambivalente, al confine tra rischio e risorsa. Le ripercussioni dei lutti - negati o non elaborati - dei genitori possono diventare fantasmi ingombranti: rimettere in circolo queste memorie è uno degli obiettivi dell’ascolto, per aiutare i ragazzi a recuperare le loro radici, anche se ferite: solo se sapranno attingere alla loro storia, riconciliandosi col passato, potranno immergersi attivamente nelle esperienze presenti. L’autrice, psicologa e psicoterapeuta socia della Società Gruppoanalitica Italiana (SGAI), svolge attività di formazione nell'area della consultazione e prevenzione nel settore scolastico, sociosanitario e privato. |
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