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Differenti? È indifferente.
Capire l'importanza delle differenze culturali e fare in modo che non
ci importi
A. Cecchini , E. Musci
Molfetta (BA), La Meridiana, 2008
ISBN: 9788861530393
256 p. € 20,00
Settore ANIMAZIONE
L'accoglienza resta fondamentale in un ottica "interculturale"
ma non basta. Occorre un altro passo in avanti verso la decostruzione
degli stereotipi che accompagnano la rappresentazione e la conoscenza
dell'altro. Si tratta di una strada complessa e difficile lontana dai
buoni sentimenti e insidiata da possibili conflitti sociali ma forse l'unica
percorribile in campo educativo. Così come ogni individuo è
un intreccio di identità diverse con relazioni mobili che si evolvono,
allo stesso modo ogni cultura è intercultura. Classificare le persone
usando la "civiltà" di appartenenza come categoria distintiva
è sbagliato e porta a scelte sbagliate. I giochi contenuti in questo
testo si propongono come trappole per la mente che spingono a riflettere
sugli stereotipi, sui nodi problematici che siamo tutti chiamati ad affrontare.
Questi giochi aiutano a riconoscere l'altro e il suo punto di vista attraverso
una narrazione che non ha una sola prospettiva, che aiuta a identificare
le differenze e a renderle relative, a costruire trame dialogiche e ad
apprezzare punti di vista differenti. Potreste riscoprirvi, con sorpresa,
ad agire in modo nuovo, e a dire frasi mai pensate; e non sempre politically
correct.
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Costruire una pace.
Per imparare a non credere nella fatalità delle guerre
Consensus Building Institute (CBI) - Con una conversazione tra Marianella
Sclavi e Sergio Romano.
Milano, Bruno Mondadori, 2007 (Container)
ISBN: 9788842492498
p. 240 € 20,00
Settore ANIMAZIONE
Il libro raccoglie la sfida di insegnare ai giovani, dunque al mondo
futuro, a rileggere criticamente le grandi contese del passato e del presente
per imparare a gestire in modo innovativo e incruento i conflitti individuali
e collettivi. Ideato da docenti di Harvard e del MIT, il programma “Workable
Peace” è stato sperimentato con successo in scuole superiori
e università negli Usa e in altri Paesi (in Israele e nei Territori
gestiti dall’Autorità palestinese, in Giappone e Cina, in
America Latina, in Gran Bretagna e in Italia). Su tre casi di conflitti
- la guerra del Peloponneso del V secolo a.C., il conflitto israelo-palestinese
e la questione nord-irlandese - introdotti da una contestualizzazione
storica, si propongono esercitazioni che consentono di cimentarsi, attraverso
il metodo della simulazione (amata dai ragazzi, come dimostra la diffusione
dei giochi di ruolo), nell’individuazione delle diverse e opposte
ragioni del conflitto e nell’invenzione congiunta di vie d’uscita
creative e non violente.
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La prima mela.
Giochi didattici per la comunicazione interpersonale
Renata Borgato
Milano, Franco Angeli, 2006 (Manuali)
ISBN: 88-464-7934-3
144 p. € 15,00
Settore ANIMAZIONE
La mela è il frutto dell'albero della conoscenza: Adamo ed Eva
aprono gli occhi dopo averne addentato una. La prima mela che ognuno di
noi deve mangiare per orientarsi nel mondo è quella che apre l'orizzonte
della comunicazione. Questo libro è un'antologia di esercitazioni
e di giochi da utilizzare per preparare alla comunicazione efficace in
differenti contesti operativi e relazionali: nelle attività formative
ed educative, nella conduzione di gruppi (aule, classi), nei piccoli gruppi,
nella relazione personale.
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Giochi per ridere.
Educare gli adolescenti divertendosi
a cura di Alberto Terzi
Molfetta (BA), La Meridiana, 2006 (Partenze)
ISBN: 88-89197-83-8
187 p. Euro 15,00
Settore ANIMAZIONE
Ridere è esporsi, scoprirsi, lasciarsi spiazzare, non avere tutto
sotto controllo. Far ridere alimenta la propria autostima e contiene anche
un potere magico: invertire una tendenza negativa o una giornata storta
o il clima di un gruppo. In realtà chi non sa ridere si priva di
un piacere gratuito dell’esistenza. Con i giovani ridere è
un modo efficace per stabilire una comunicazione. Talvolta è deprimente
vedere insegnanti che cercano con frustrazione di imporre l’ascolto,
quando basterebbe una buona battuta felice. Non si tratta di trasformare
i docenti in comici professionisti, ma di dotarsi di una buona cassetta
degli attrezzi e di antenne capaci di sintonizzarsi sulla loro onda. E
dove c’è attenzione c’è anche la concentrazione
necessaria all’apprendimento.
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L'educattore. Manuale
di formazione teatrale per educatori
Raffaele Mantegazza
Molfetta (BA), La Meridiana, 2006 (Partenze)
ISBN: 88-89197-76-5
72 p. € 12,00
Settore ANIMAZIONE
Questo non è il solito manuale di giochi e strumenti per fare
teatro in educazione. Al contrario, propone di fare dell’educazione
un teatro, con le sue maschere, ruoli, materiali di scena, perché
l’educazione non è la vita, ma la vita rimemorata, inventata,
giocata e recitata. Anzi, come il teatro, anche l’educazione è
una struttura di finzione. Come l’arte e come il teatro, infatti,
l’esperienza educativa modifica le cose per rendere possibile un’esperienza
che altrimenti non sarebbe possibile. Educare attraverso il teatro non
nel senso, dunque, di gestire una compagnia teatrale o una scuola per
attori o mimi, ma come anima dell’educazione stessa.
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Giochi da maschi,
da femmine e...da tutti e due. Studi e ricerche
sul gioco e le differenze di genere
Paola Ricchiardi, Anna Maria Venera
Azzano San Paolo (BG), Edizioni junior, 2005
ISBN: 88.8434.264.3
208 p. € 19,80
Settore ANIMAZIONE
Quando si intende acquistare un giocattolo, il primo aspetto che si
tiene in considerazione, di norma, oltre all’età del bambino,
è il sesso dello stesso: “si tratta di un gioco da maschio,
da femmine o da tutti e due?”. Si tratta di una differenziazione
considerata assolutamente normale e auspicabile, perché rispecchia
ruoli e qualità classicamente attribuiti a maschi e femmine. Le
difficoltà emergono nel momento in cui le trasformazioni delle
figure maschili e femminili nella società sono tali da entrare
in conflitto con i valori trasmessi da tali giocattoli. Di fronte a tale
realtà nascono una serie di interrogativi a livello educativo a
cui il testo tenta di dare alcune linee di risposta attraverso un’analisi
del gioco differenziato per genere nel tempo, una ricognizione della letteratura
di ricerca e un’indagine su un ampio campione piemontese.
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