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SETTORE:
ANTROPOLOGIA ETNOLOGIA |
Antropologia
della famiglia e della parentela L'antropologia della parentela è stata considerata a lungo un campo d'indagine prettamente tecnico. Mancava una sintesi introduttiva accessibile ma anche sufficientemente ricca, in maniera da non ridurre oltre il dovuto la complessità e l'importanza degli argomenti trattati. Questo testo ha colmato la lacuna. Divenuto un classico dopo la sua prima pubblicazione, nel 1996, completato e ampliato in questa nuova edizione, esso rimane un riferimento fondamentale in un'epoca in cui si sono moltiplicati gli interrogativi sulla famiglia e sull'incremento dell'individualismo. Analizza puntualmente i contributi di Morgan, Malinowski, Murdock, Lévi-Strauss, ed Evans-Pritchard, ma anche campi di ricerca specifici come le terminologie o il tema dell'incesto. Dedica un'attenzione particolare ai dibattiti che hanno segnato la disciplina e alle strutture sociali che li hanno motivati. Un riferimento irrinunciabile per tutti coloro che desiderano dare un fondamento scientifico e rigoroso alle proprie riflessioni sulla parentela, sulla riproduzione e sulla trasformazione delle strutture familiari. |
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Il
mio maestro Georges Devereux Con quest'opera, l'Autrice vuole rendere il giusto onore ad una grande personalità: Georges Devereux, fondatore dell'etnopsichiatria e considerato uno dei trenta eredi diretti di Freud. Illustrandone la vita, le opere e il pensiero, Rita El Khayat si propone di ristabilire delle verità sulla figura di Devereux, troppo spesso soggetta a distorsioni da parte delle cosiddette "Scuole Occidentali di Etnopsichiatria". Inoltre coglie l'occasione per analizzare il rapporto maestro-discepolo, le sue valenze, la sua portata storica e le profonde influenze che questo esercita su ogni individuo. |
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Etnopsichiatria.
Sofferenza mentale e alterità fra storia, dominio e cultura Percorsa da conflitti relativi ai suoi obiettivi e alle sue strategie, l'etnopsichiatria si trova oggi al centro di un dibattito quanto mai vivace sul ruolo della cultura nel disagio e nella cura dei cittadini immigrati. Nato in epoca coloniale, lo studio della malattia mentale in società non occidentali ha infatti riprodotto a lungo i cupi stereotipi dell'altro cresciuti all'ombra del paradigma evoluzionistico, quando le categorie psichiatriche finivano spesso con l'etichettare differenze e conflitti di natura sociale, politica o religiosa. È solo con l'indipendenza dall'oppressione coloniale che si determinano le possibilità di una nuova stagione di ricerche e di esperienze: l'analisi delle rappresentazioni della malattia o della persona, il dialogo con i guaritori e le terapie tradizionali, ma anche la critica della psichiatria occidentale e la clinica della migrazione. Il volume disegna un paesaggio contrastato e affascinante, che fa dell'etnopsichiatria un sapere inquieto e, a certe condizioni, "sovversivo". |
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La
condizione fetale. Una sociologia della generazione e dell’aborto L'aborto è oggi legalizzato nella maggior parte dei paesi occidentali, ma parlarne resta un tabù: se ne parla solo per difenderlo o attaccarlo, operando una sorta di rimozione collettiva che lascia le donne più sole di quanto siano mai state. L'aborto, scrive Boltanski, deve restare nell'ombra perché rivela la contraddizione tra il principio dell'unicità degli esseri umani e il postulato della loro natura rimpiazzabile, senza il quale nessuna società si rinnova demograficamente. L'analisi muove da una documentata ricerca sul campo, basata su osservazioni e colloqui approfonditi con donne che hanno vissuto l'esperienza dell'interruzione volontaria di gravidanza, intrecciando alle loro parole considerazioni di ordine storico e antropologico. Il problema che Boltanski pone non è se l'aborto sia o no legittimo, ma quali siano i vincoli simbolici che presiedono all'ingresso degli esseri umani nella società. Quali sono oggi le domande che ci poniamo per l’accettazione o il rifiuto di un nuovo nato? In quale clima di relazioni amorose questa scelta viene operata? Quale peso ha nella decisione la nuova categoria di “progetto parentale”? Dimenticare l’aborto, relegarlo nella non rilevanza della routine, è sempre meno possibile ora che le tecniche di procreazione artificiale esigono che sia stabilito uno “statuto dell’embrione”. |
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| Il gentil
sesso debole. Le immagini del corpo femminile tra cosmetica e
salute Giovane, bella e sana: questa è l'immagine ideale della donna che propongono i media e la pubblicità. Queste le caratteristiche che il corpo femminile deve avere secondo i giornali, la televisione, la moda. Su questo canone estetico le donne dovrebbero costruire la propria identità, affrontando spese e sofferenze fisiche alimentate da un fiorente mercato. Ma come nasce questa immagine? A quale meccanismo profondo obbedisce? Come vivono le donne il "dovere"della bellezza e della salute? Basandosi sull'osservazione delle immagini della donna di una volta e di oggi, questo libro risponde alla questione essenziale della specificità femminile e tenta di denunciare il carattere alienante dei discorsi sul corpo della donna. |
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Antropologia
medica. I testi fondamentali Vengono presentati per la prima volta in italiano i contributi degli autori che hanno fatto la storia dell’antropologia medica: la malattia emerge come un processo in cui le trame più intime della nostra esistenza soggettiva sono intrecciate con fenomeni sociali, economici e storico-culturali. Il volume rappresenta uno strumento fondamentale per quanti, sia sul versante antropologico sia su quello medico, intendono indagare temi che vanno dall’applicazione clinica dell’antropologia ai rapporti fra sofferenza sociale e processi economici. |
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Locus solus.
Vol. 2.: Lombroso e la fotografia Il nuovo numero monografico della rivista raccoglie, per la prima volta, del materiale inedito sulla fotografia segnaletico-indiziaria e un album di fotografie spiritiche, provenienti dal fondo fotografico del Museo Lombroso, dono del medico Imoda a Lombroso. Grazie a questi apparati iconografici, è stato possibile aprire nuove vie allo studio della figura di Lombroso. Renzo Villa ripercorre la sua attività di antropologo criminale, Alessandra Violi analizza il suo spiritismo attraverso il rapporto tra sedute spiritiche e isteria, l'immaginario dei fluidi e le fotografie di fantasmi, sviluppandone le ricadute nell'arte moderna. Silvana Turzio si occupa della funzione della fotografia nell'antropologia criminale e sul suo utilizzo estetico. |
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Il culto
moderno dei fatticci La parola "feticcio" e la parola "fatto" hanno la stessa etimologia ambigua. La parola "fatto" rinvia però alla realtà esterna, la parola "feticcio" alle credenze del soggetto. Incalzati dalla necessità di tenere distinto il soggetto dall'oggetto e dunque la conoscenza dalla credenza, secondo Bruno Latour, hanno tentato d'istituire un vero e proprio processo al feticcio. Ma ora è arrivato il momento di smetterla di distinguere i feticci dai fatti, la conoscenza dalla credenza, il soggetto dall'oggetto, unendo le due fonti etimologiche nel "fatticcio", cioè la certezza che permette alla pratica di passare all'azione senza mai credere alla differenza tra immanenza e trascendenza. |
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| Filmare le
culture. Un'introduzione all'antropologia visiva Cecilia Pennacini Roma, Carocci, 2005 (Università) ISBN: 8843034278 164 p. € 14,80 Settore ANTROPOLOGIA ETNOLOGIA Fin dalle sue origini, l'antropologia ha fatto uso di fotografie e filmati per documentare i suoi "oggetti di studio". Ma nel corso della storia dell'antropologia visiva, le immagini etnografiche si sono progressivamente trasformate da freddi documenti "segnaletici" a rappresentazioni dell'incontro tra osservatori occidentali e soggetti appartenenti a culture diverse. Una volta riconosciuta la possibilità e la necessità del dialogo nella ricerca antropologica, le rappresentazioni audiovisive sono divenute esse stesse un affascinante luogo d'incontro, dando voce alle parole dei nativi e corpo ai loro sguardi. |
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| Figure dell'umano.
Le rappresentazioni dell'antropologia F. Affergan (e altri) Roma, Meltemi, 2005 (Meltemi.edu) ISBN: 8883533585 424 p. € 29,00 Settore ANTROPOLOGIA ETNOLOGIA Per l'antropologia culturale e sociale, la fine del XX secolo è stata caratterizzata da una serie di riflessioni critiche: sui propri oggetti, sulla propria storia, sui propri concetti e fondamenti epistemologici. Se le pratiche sociali e culturali fabbricano l'uomo attraverso costrizioni rituali e istituzionali, anche i tentativi di sintesi elaborati dagli antropologi sono caratterizzati da modelli dell'uomo e della sua costruzione. Ecco allora che l'attenzione degli autori dei saggi raccolti in questo volume si concentra sulle procedure formali e retoriche della restituzione antropologica delle culture altre, apre alla ricerca di nuovi approcci e alla costruzione di oggetti trasversali, che toccano i fondamenti dell'antropologia. |
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Da rifugiati
a cittadini. Pratiche di governo nella nuova America In fuga dal violento regime di Pol Pot, i rifugiati cambogiani arrivano in America. Ma il loro incontro con le pratiche di cittadinanza e di governo del tardo capitalismo è ambiguo e contraddittorio. Mentre medici e assistenti sociali li spingono a diventare cittadini responsabili, la cultura e il sistema dominante li intrappolano nelle reti della classe, della razza, del genere. È la storia del duro prezzo pagato dai rifugiati per diventare cittadini. Ma è anche la storia di ognuno di noi, cittadini spesso più di diritto che di fatto delle società contemporanee. |