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SETTORE:
PSICANALISI LACAN |
Il seminario.
Libro VII. L'etica della psicoanalisi 1959-1960 L'etica consiste essenzialmente in un giudizio sulla nostra azione. La psicoanalisi apporta qualcosa che si pone come misura della nostra azione, ma lungi dal proporre un ritorno agli istinti o una ripresa degli ideali della morale tradizionale, essa pone l'accento sul rapporto dell'azione con il desiderio che la abita. Il desiderio non si confonde né con il volere né con il potere, né con il piacere né con l'utile. Comporta invece la dimensione dell'inconscio. In questo seminario Lacan illustra come il desiderio inconscio ruoti attorno a un vuoto di senso: Freud lo chiama das Ding, Lacan la Cosa. Questo vuoto, esemplificato nelle forme della sublimazione dell'amor cortese e dell'arte, Lacan lo delinea nel rapporto paradossale che egli stabilisce tra il Kant dell'imperativo categorico e il de Sade del fantasma perverso. Di questo vuoto Lacan svela l'orrore, esemplificato nella tragica figura di Antigone e celato dal comandamento dell'amore verso il proprio prossimo. |
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Delucidazioni
su Lacan Troppo spesso il destino dell'insegnamento di Lacan è stato quello di rimanere occultato dietro la potenza di seduzione della sua figura. A volte le sue frasi, staccate dal contesto, venivano esposte senza spiegazione, come se capirlo fosse una pretesa vagamente inopportuna. Tra gli allievi di Lacan, Jacques-Alain Miller spicca come un lettore diverso da tutti gli altri. Senza indulgere a manierismi o a tentazioni identificative, si propone di capire e far capire, presentando con grande chiarezza un discorso che in alcuni casi rischierebbe di apparire aforistico o oscuro. I "seminari brasiliani" di Miller, qui raccolti, delineano la logica e la particolarità della clinica lacaniana, e permettono a ogni lettore di scoprire, oltre il Lacan dell'"inconscio strutturato come un linguaggio" e di altre formule, un pensiero dalle innumerevoli e insospettate sfaccettature. |
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A nuda
voce. Vocalità, inconscio, sessualità Un testo che rivisita in chiave psicanalitica la fisiologia del canto, il timbro, il ritmo, l'intonazione e l'improvvisazione jazzistica. Propone, inoltre, una stretta parentela tra voce, godimento femminile ed estasi mistica, senza dimenticare spunti originali intorno alla voce delle Sirene. Capitoli importanti sono dedicati alla voce come legame primario tra madre e bambino e alla voce strutturante del padre. Chiude il libro un capitolo sulla voce e l'amore. |
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Il bambino
adulterato. Psicoanalisi e questione infantile: ipotesi di lettura Nella ormai vasta letteratura psicoanalitica dedicata all'infanzia mancava un libro come questo che Angelo Villa, psicoanalista che da anni si occupa della clinica del bambino, ci propone con linguaggio chiaro e rigoroso. Per un verso il lettore vi troverà raccolte in modo sintetico le principali teorizzazioni psicoanalitiche intorno a quel mistero che ogni bambino incarna nel suo essere al mondo: Sigmund Freud, Melanie Klien, Anna Freud, Donald Winnicott, Jacques Lacan e Francoise Dolto. Per un altro potrà apprezzare il tentativo dell'autore di restituirci un bambino il meno "adulterato" possibile, dunque liberato dalla morsa terribile del fantasma degli adulti. Ne scaturisce il ritratto di un soggetto in bilico tra il suo essere oggetto delle cure e delle aspettative degli adulti - "assoggettato" afferma Lacan - e il suo divenire creativo, capace di gioco e di invenzioni singolari. |
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Scilicet.
Gli oggetti a nell'esperienza psicoanalitica Il libro raccoglie un centinaio di testi di altrettanti psicoanalisti delle diverse scuole lacaniane che fanno parte dell'Associazione mondiale di Psicoanalisi in preparazione del loro VI Congresso di aprile 2008 a Buenos Ayres. Il titolo del congresso fu annunciato da Jacques-Alain Miller a conclusione del precedente Congresso di Roma del 2006, centrato sul Nome-del-Padre. Tutti e due i Congressi hanno come punto centrale un'interrogazione sulla funzione dello psicoanalista e su ciò che costituisce il motore della cura psicoanalitica. Sullo sfondo, si staglia un seminario di Lacan, il X, dal titolo L'angoscia, ove vengono elaborate "le cinque forme dell'oggetto a", tre di provenienza freudiana (oggetto orale, anale e fallico) e due aggiunte da Lacan stesso (l'oggetto scopico e vocale). "Il volume si presenta come un dizionario, i cui termini eminentemente clinici mirano all'epistome lacaniana ed evidenziano il posto che ha la politica nella psicoanalisi. Scilicet è un modo di dirigersi verso un sapere che si può sapere, che può essere trasmesso da una comunità di esperienza verso l'al di là del suo interno" (A. Di Ciaccia) |
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Il segreto
dei Lacaniani. Conversazioni a cielo aperto "A cielo aperto", alla luce del sole, si è svolto a Milano nell'ottobre 2007 un ampio dibattito in cui gli psicoanalisti lacaniani si sono vivacemente confrontati, riconoscendo che l'essenza del Campo freudiano è ormai estremamente complessa, composita, diversificata. La psicoanalisi che oggi si proietta nel sociale non si forma più intorno a nomi carismatici, intorno a "ismi" come freudismo, kleinismo, lacanismo, ma intorno ai problemi, alle sfide del nostro tempo, che richiedono nuovi strumenti operativi e concettuali, nel superamento di atteggiamenti dogmatici, steccati e rivalità. Di queste nuove aperture è anche un segno la pubblicazione integrale, nel presente volume, di tutti gli interventi alla "Conversazione di Milano" e dei carteggi che l'hanno preceduta. |
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Il nome
del padre nella psicoanalisi. Freud, Jung, Lacan Nell’attuale disgregazione etico-sociale, lo sfaldamento del soggetto e dei suoi legami assume rilievi senza precedenti. Sigmund Freud ha intuito che a questa ferita si poteva rispondere solo a partire dalla domanda «Che cos’è un padre?». La psicoanalisi nacque e si sviluppò per difendere la funzione paterna, senza tuttavia fornire una lettura capace di superare il complesso edipico. Oltre e contro l’interpretazione junghiana, è spettato a Jacques Lacan elaborare la dottrina freudiana che, grazie a innovazioni teoriche determinanti, è atto efficace per la cura e riferimento inevitabile per leggere l’attuale disagio della civiltà. Così, la funzione paterna, intersecata da desiderio, Legge e godimento perde i connotati del padre veterotestamentario per assumere quelli del padre dell’amore. A presiedere questo passaggio è «La donna» a cui Lacan ha dato un fondamentale luogo di eccezione. Giuliana Kantzà, psicoanalista, membro A.M.E. della Scuola lacaniana di psicoanalisi e dell’Associazione mondiale di psicoanalisi, ha insegnato al corso di Specializzazione in psicologia clinica all’Università statale di Milano. Docente all’Istituto freudiano di Milano, è autrice di: Althusser, il filosofo uxoricida; Passione dell’amore passione dell’odio; Come uccidono le donne. |
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A ciascuno
il suo cervello. Plasticità neuronale e inconscio Cosa accadrebbe se, secondo quanto già auspicato da Freud, la psicoanalisi potesse trovare conferma nelle neuroscienze? E se le neuroscienze stesse si avvantaggiassero dal confronto con il modello psicoanalitico? Francois Ansermet e Pierre Magistretti propongono in questo saggio l'incontro originale tra due discipline spesso presentate come antagoniste. E il punto di incontro è rappresentato proprio da quei meccanismi di plasticità neuronale grazie ai quali il cervello rimane aperto al cambiamento e alle trasformazioni portate dall'esperienza. Viene così finalmente esplorata la possibilità di indagare le basi biologiche dell’inconscio tramite un nuovo paradigma. Dall'incontro tra stimoli provenienti dalla realtà esterna e stimoli provenienti dalla realtà interna inconscia nasce la specificità individuale, che rende ogni individuo un essere unico e imprevedibile. |
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Elogio
dell'inconscio. Dodici argomenti in difesa della psicoanalisi Il progresso delle neuroscienze, l’uso degli psicofarmaci, le terapie brevi centrate sulla correzione del sintomo sembrano decretare la morte della psicoanalisi. La cura deve comprimersi il più possibile: poche parole e più fatti! Contro questa deriva cinica un pamphlet che sintetizza perché vivere senza inconscio sarebbe una catastrofe interiore. |
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Una per
Una. Il femminile e la psicoanalisi Il titolo di questo testo collettivo raccoglie la tesi di Lacan della donna come non tutta in rapporto ai principi con cui il simbolico opera sul singolo individuo, all'Edipo, alla castrazione, al godimento che governa l'incontro tra i sessi secondo la tensione alla complementarità, al fare corpo unico dell'amore. La serie infinita dell'una per una risponde al vuoto di essere della femminilità, che Lacan trasforma spostandolo dal piano della mancanza, del deficit fallico, a quello della creazione a partire dal nulla, dell'invenzione del proprio modo di essere, che non è già previsto, mutuabile da una batteria simbolica già pronta, o preparata dalla trasmissione. Tale logica del non tutto è una risorsa per la donna, ma anche un'opportunità per le impasse che la società contemporanea attraversa nella crisi che colpisce gli ideali collettivi, nella parcellizzazione dei punti di riferimento, degli stili di vita. Una femminizzazione del sociale è in atto, nella sospensione delle certezze e nella ricerca di soluzioni al disagio che risultino da una trovata particolare a ciascuno, e non dall'effimero della parola d'ordine. |
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Forme contemporanee
del totalitarismo L’ideologia del terrore ha caratterizzato l’affermazione tragica dei sistemi totalitari del Novecento. La follia rigeneratrice per la costruzione dell’uomo nuovo, per il trionfo delle leggi della storia o della natura ha animato una dimensione ferocemente spietata del potere. Questo libro tiene conto di quella vicenda, ma si concentra sulla possibile esistenza di una nuova versione del totalitarismo o, meglio, della tendenza totalitaria che attraversa le società cosiddette democratico-liberali. Quali forme assume l’attuale totalitarismo postideologico? Si tratta di un totalitarismo senza un centro identificato ma socialmente diffuso, intrecciato alla potenza del mercato globalizzato e allo scientismo tecnologico, con le sue pretese di misurazione e di controllo dell’esistenza. Un totalitarismo che, in un contesto storico-politico profondamente diverso, conserva il nocciolo della versione originaria, ovvero l’incidenza del potere, nella sua variante biotecnologica, sulle condizioni di possibilità della vita stessa. |
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Desiderio
di uomo. Desiderio di donna? Non c'è desiderio, di uomo, di donna, senza asimmetria di posizioni. La necessità di questa disparità, testimoniata dalla clinica, urta contro l'ideologia egualitaria delle società odierne alla ricerca di uguaglianze e di un benessere condiviso. Il desiderio, invece, si nutre di asprezze, di difficoltà e di divieti. Da qui il problema di accordare la logica del desiderio con le rivendicazioni e l'ideologia di un'epoca. A differenza di quanto accadeva ai tempi di Freud, oggi non c'è più rimozione sessuale e quindi divieto, condizione del desiderio sessuale. Quest'assenza di interdizione è connessa al declino di una funzione regolatrice centrale che Lacan ha chiamato "Nome del Padre". Tra clinica e sociale il testo esplora le aporie del desiderio nella contemporaneità. |
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L’etica
del desiderio. Una lettura del seminario sull'etica di Jacques
Lacan L’etica del desiderio è il primo commento di una delle opere più rilevanti del pensiero del Novecento. Questo libro, ricostruendo la trama del testo quasi parola per parola, intende essere una guida alla lettura di uno dei momenti più importanti e più impervi del pensiero psicoanalitico di Jacques Lacan, vale a dire il seminario risalente agli anni 1959-60, dedicato al tema dell’etica della psicoanalisi. Attraverso l’esplicitazione di tutti i rinvii nascosti, gli accenni non ulteriormente chiariti che punteggiano e sostengono il corso del seminario, si è cercato di mettere il lettore in contatto con il background, psicoanalitico in primo luogo, ma anche letterario, scientifico e filosofico, su cui si erge la riflessione etica di Lacan. |
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Il seminario.
Libro IV. La relazione oggettuale 1956-1957 In psicoanalisi la relazione oggettuale indica il modo di relazione del soggetto con il mondo. Ma il mondo del soggetto non è la realtà grezza bensi la realtà filtrata dal fantasma. Fantasma che si costruisce nell'interrelazione tra il soggetto e i suoi oggetti pulsionali, ma anche nella relazione con quelle persone che hanno per il soggetto un ruolo fondamentale: in primis la madre. Per questo motivo la madre è un personaggio chiave del Seminario IV. Qui Lacan critica la posizione dei postfreudiani. Sappiamo che, sebbene Freud la citi, la relazione oggettuale non fa parte del suo apparato concettuale. Lacan critica il fatto di porre come centrale l'oggetto oppure la relazione con la madre. Sia perché l'oggetto è la cosa più variabile nella pulsione sia perché la madre, nel suo legame col bambino, si presenta già in rapporto con una mancanza che è costitutiva del suo essere donna. Lacan insegna quindi che non è l'oggetto ma la sua mancanza, elaborata nelle sue diverse modalità - castrazione, frustrazione, privazione - e secondo i diversi registri - immaginario, simbolico, reale - a essere fondamentale per ogni soggetto che viene al mondo. Questo è dunque, in realtà, un seminario sulla relazione che il soggetto ha con la mancanza di oggetto. |
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Solitudini
contemporanee Questo libro, che raccoglie dieci lavori scritti da autori di diversa formazione, in occasione di un Convegno organizzato nell’ottobre 2006 a Milano da Jonas, Centro di ricerca Psicoanalitica sui Nuovi Sintomi, scandaglia le forme contemporanee della solitudine. Gli autori ne offrono un quadro variegato ricorrendo a diverse scene tratte dalla filosofia, dalla poesia, dal cinema dal teatro e dalla psicopatologia. Il motivo comune consiste nel differenziare il carattere profondamente umano della solitudine da quelle versioni che sembrano evidenziare la condizione paradossale dell'essere da solo nella massa. Il legame sociale contemporaneo, dominato dall'imperativo del godimento e da un individualismo che tende a rigettare la natura del legame come tale, sembra promuovere una nuova rappresentanza della solitudine come l'espressione inedita di una carenza sociale di Eros. |
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| La psicanalisi
e la scienza a cura di Luigi Burzotta Milano, Franco Angeli, 2007 (Gli sguardi) ISBN: 978-88-464-8447-5 384 p. € 38,00 Settore PSICANALISI LACAN Negli anni del suo insegnamento Lacan si è impegnato a costituire uno spazio formalizzato, ritagliato sul modello della matematica, idoneo ad un certo esercizio della lettera (quello proprio alle scienze ma di cui aveva osservato la prevalenza anche nelle formazioni dell'inconscio), per tradurre gli elementi della clinica nella combinatoria asettica di formule, matemi e algoritmi, allo scopo di liberare le nozioni cliniche correnti da ogni contaminazione immaginaria. Il suo intento non era propriamente quello di accreditare la psicanalisi come una scienza, quanto di costituire un corpus dottrinale trasmissibile, senza indulgere ad uno psicologismo intuitivo, che si prestava a facili deviazioni verso l'omologazione del senso comune. Così pervenne a un'elaborazione teorica non auto-referenziale, che traeva però dall'esperienza dell'inconscio l'esigenza di essere sempre mantenuta ad un elevato livello di tensione formale. Ne deriva per la psicanalisi, che per se stessa si configura come una pratica artigianale della parola, l'obbligo di attenersi a una dottrina del significante e della lettera. Paradossalmente è proprio il rigore teorico della dottrina a permettere alla psicanalisi di mantenere ciò che costituisce il suo pregio, il legame a filo doppio che, nella pratica, connette la sua trama letterale con il sapere inconscio, facendo di essa ciò che Safouan chiama una "scienza testuale". |
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| Coppie.
Una storia psicanalitica: il nodo di Lacan a cura di Muriel Drazien Roma, Carocci, 2007 176 p. € 16,50 ISBN: 9788843040544 Settore PSICANALISI LACAN In entrambi i sessi si riscontra di frequente l’impossibilità di formare una coppia, stare in coppia, vivere senza coppia. Infatti si può credere di voler qualcosa senza che questo qualcosa sia ciò che il desiderio inconscio comanda. Non è impossibile che il desiderio inconscio sia quello di avere un desiderio insoddisfatto. Nella spinta a formare una coppia ci sono mille attese, mille idee ricevute su come questa debba essere e a quali desideri o bisogni sia chiamata a rispondere. Qual è l’elemento che può tenere insieme due individui? Questo mediatore è inerente al linguaggio, è lo stesso significante della mancanza, quella mancanza che, maschio o femmina, caratterizza il desiderio dell’essere parlante. Rispetto a un’idea di coppia fatta di due, Jacques Lacan ha introdotto un terzo elemento, simbolico, che tiene insieme le coppie: un paradosso fondamentale, perché le due metà non faranno mai “uno”, e il loro essere “due” deve essere pensato a partire da questo “tre”. I saggi qui riuniti spaziano dallo studio dei grandi monoteismi all’archeologia, dalla clinica delle psicosi allo studio dei rapporti tra amici, madre-figlia e professore-allievo, sino alla storia e alla letteratura. |
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Lo psicoanalista
e la città. L'inconscio e il discorso del capitalista Un motivo comune attraversa questa raccolta di scritti brevi: è possibile pensare, ancora oggi, all’inconscio come soggetto del desiderio? E, soprattutto, è possibile pensare l’inconscio non al passato ma all’avvenire? Sotto al divano dello psicoanalista scorre sempre una strada, un quartiere, una città, una Civiltà. Questo libro testimonia la vocazione sociale della psicoanalisi. Il lettore vi troverà una grande varietà di temi. Come inizio i ritratti di tre formidabili maestri del Novecento che hanno saputo pensare il soggetto senza imprigionarlo in una monade ideale: Freud, Sartre e Lacan. Il centro del volume riguarda la natura del legame sociale nel tempo dell’impero dell’oggetto di consumo. Un totalitarismo soft prende corpo dalle ceneri fumanti dei totalitarismi fondati sull’imago del Padre totemico. Per concludere, il binomio Civiltà e disagio nell’epoca dominata da ciò che Lacan ha chiamato il “discorso del capitalista”. Quali forme hanno assunto il disagio freudiano della Civiltà, la nuova psicologia delle masse, le nuove manifestazioni sintomatiche? Quali immagini possono testimoniare questa nuova condizione dell’essere parlante? |
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| Effetti terapeutici
rapidi in psicoanalisi. Conversazioni di Barcellona a cura di Jacques-Alain Miller Roma, Borla, 2007 (Percorsi lacaniani) ISBN: 978-88-263-1643-7 124 p. € 16,00 Settore PSICANALISI LACAN Quella contenuta in questo volume è una conversazione, il cui oggetto è quasi una provocazione: effetti terapeutici rapidi in psicoanalisi. Sappiamo che Freud non si rallegrava per gli effetti talvolta folgoranti dell’entrata in analisi, e che Lacan diceva che la guarigione viene “in sovrappiù”, senza essere la fine di una cura analitica. Infine, la durata delle analisi aumenta sempre di più. Allora occorre anche ricordarsi che c’è l’incurabile secondo Freud, che un’analisi termina, secondo Lacan, che la clinica analitica è una clinica sotto transfert, che un’interpretazione ha comunque delle incidenze e che l’etica della psicoanalisi va sostenuta senza compromessi di fronte alle recenti aggressioni, tanto violente quanto patetiche, nei suoi riguardi. |
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L’anti-libro
nero della psicoanalisi La psicoanalisi è spesso presa di mira, criticata, attaccata. Tra i numerosi detrattori bisogna annoverare gli autori di un voluminoso libro pubblicato prima in Francia e ora in Italia, Il libro nero della psicoanalisi, il cui obiettivo esplicito - tramite una polemica talmente violenta da risultare a tratti persino rozza - è screditare la teoria freudiana destituendola di ogni valore autenticamente epistemico e clinico. L’anti-libro nero è la risposta a tale attacco; uscito sotto la direzione dello psicoanalista Jacques-Alain Miller (a cui Jacques Lacan lasciò la cura di tutta la sua opera, scritta e orale) viene ora presentato con l’aggiunta di alcuni significativi contributi di studiosi italiani e un intervento della più autorevole esperta francese di storia della psicoanalisi, la psicoanalista Elisabeth Rudinesco. |