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PSICANALISI LACAN - le schede dei mesi precedenti |
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L'angoscia Che cos’è l’angoscia? Per la medicina è una disfunzione fisica, per la psicologia è un’anomalia del giudizio o dell’adattamento, per Kierkegaard è un concetto che apre alla metafisica, per Freud è un segnale che non ha un’utilità ma una funzione: causa la rimozione dando avvio alla formazione del sintomo. Lacan riparte da Freud per dire che l’angoscia è un “segnale del reale”, è cioè il segnale di un godimento che precede il desiderio, o meglio, essa è logicamente necessaria alla sua costituzione. Allora all’angoscia bisogna dare il suo giusto posto, in quanto operatore che produce l’oggetto causa del desiderio. |
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Civiltà
e disagio Nel 1929 Sigmund Freud pubblica Il disagio della civiltà, opera in cui dà vita a un’acuta riflessione sull’evoluzione della civiltà e sulle sue conseguenze rispetto alla felicità dell’uomo, cercando di individuare le ragioni profonde del malessere a lui contemporaneo. A oltre settant’anni di distanza, la società occidentale ha subito profonde trasformazioni che si sono riflesse sulla vita degli individui, facendo emergere nuove forme del disagio psichico. Focalizzando l’attenzione sui “nuovi sintomi” – psicosi, perversioni, personalità borderline, tossicomanie, alcolismo, bulimie, anoressie, obesità, attacchi di panico –, gli autori attraversano le frontiere estreme del lavoro psicoanalitico e si confrontano con un disagio che non è più il prodotto del carattere repressivo e morale della civiltà, quanto piuttosto la risultante di una spinta al godimento che rende più difficile la costituzione della singolarità soggettiva. |
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I complessi
familiari nella formazione dell'individuo I complessi familiari nella formazione dell'individuo è un importante articolo scritto nel 1938 da Lacan per l'Encyclopédie française, e che viene per la prima volta proposto nella sua interezza al pubblico italiano. Lacan affronta il tema della famiglia inserendola non già nell'ordine della natura ma nell'ordine della cultura: il versante sociale prende il posto di quello che sarà il simbolico. Lo sviluppo psichico del bambino comprende tre scansioni: lo svezzamento, in cui è colta la funzione fondamentale della madre; l'intrusione, in cui è colta la funzione del proprio simile; e infine l'Edipo, che ha come perno la funzione paterna. Nella seconda parte Lacan offre un breve compendio della clinica freudiana sulla famiglia per quanto riguarda le nevrosi e le psicosi. Il volume comprende una postfazione di Jacques-Alain Miller, che commenta e offre delle linee di lettura del testo lacaniano. |
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| Dei Nomi
del Padre - Il trionfo della religione «Nomi del padre» è una nuova formulazione di Lacan della funzione del mito di Edipo studiato da Freud. Vi si trovano legati il simbolico e l'immaginario. La traduzione di questa funzione sotto la dicitura «Nomi del padre» permette a Lacan di liberarla dell'aspetto immaginario che conserva nel mito e di farla diventare quel punto di struttura che nella clinica psicanalitica determina la separazione tra nevrosi e psicosi. Ne «Il trionfo della religione» l'autore si scosta dal materialismo freudiano affermando che solo la religione si fa carico delle angosce del reale. |
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Il disagio
della bellezza La storia umana è stata illuminata dalla luce della bellezza, per lungo tempo ritenuta in grado di condurre verso la Verità e il Bene. Impossibile, dunque, rinunciare alla perfezione del bello, da sempre intrecciato con l'armonia e il benessere. Come può la bellezza coniugarsi, oggi, con il disagio? Come può convivere con il malessere, con un essere non correlato al bene? Sono stati Kant e Sade, di cui Lacan ha colto i punti di convergenza, a introdurre una radicale trasformazione del gusto, e a consentire di pensare a una felicità implicata con il male, proponendo una diversa correlazione tra il bene e il bello. Ma il binomio disagio-bellezza riguarda in particolar modo l'universo femminile, laddove il corpo magro dell'anoressia testimonia il compito impossibile, per le donne, di indossare la bellezza, di farne un complemento alla mancanza. |
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| Le donne e
i legami sociali contemporanei Luis Izcovich, Colette Soler, Marcela Iacub Roma, Praxis, 2005 (Quaderno di Praxis, 5) 103 p. € 16,00 Settore PSICANALISI LACAN Questo quaderno di Praxis raccoglie alcuni degli interventi presentati alla Giornata di studio organizzata da Praxis a Roma nel 2005. Quel che Lacan diceva delle donne, differenziandole dall'isterica e dalla madre, e la loro rispettiva incidenza sociale, trovano nuove prospettive nell'intersezione con una ricerca sulla giurisprudenza del corpo. I testi si propongono di delucidare e aggiornare gli apporti della psicoanalisi alla controversa questione della metamorfosi dei legami sociali nel contesto della globalizzazione capitalistica. |
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Gli imbrogli
del corpo "I lavori qui pubblicati vengono dalla Sezione clinica dell'Istituto del Campo freudiano di Bordeaux. Sono stati raccolti per una Conversazione con J. -A. Miller, che si tenne il 16 e il 17 gennaio 1999. Il corpo in questione è il corpo sofferente. Per Freud, il dolore è il punto di certezza clinica da cui elaborare la teoria. Dolore del sintomo isterico, dolore dell'ipocondria, dolore psichico della melanconia o della perdita d'oggetto si ritrovano nel corso delle pagine che compongono questo insieme. Tuttavia, il corpo che imbroglia e che s'imbroglia è anche il corpo del vivente alle prese con la malattia organica, con la fame, con la sete, con la fine della vita, con il respiro che manca, con il reale che non si lascia metaforizzare, che non si lascia trasformare dal significante sino a diventare, per un soggetto, sopportabile e accettabile". |
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| Lacan
e il rovescio della filosofia: da Platone a Deleuze Gli psicoanalisti che hanno partecipato a quest'opera collettiva intervengono sul testo filosofico condividendo la tesi circa la difficoltà della filosofia a fare presa sul reale. In altre parole essi pongono al filosofo un interrogativo di fondo: quanto l'ermeneutica filosofica può afferrare qualcosa del reale così come l'esperienza dell'analisi lo evidenzia in quanto oggetto scarto, oggetto infimo, rigettato dal sapere universale? E quanto essa provi invece a riassorbirne l'alterità in una teoresi totalizzante? Queste questioni risuonano con vibrazioni diverse nel corso del libro. La polifonia che lo contraddistingue dona la cifra esatta dell'uno per uno che contrassegna il rapporto di Lacan coi filosofi. In questo senso, uno dei suoi meriti maggiori crediamo sia quello di restituire al lettore non tanto una filosofia di Lacan - la quale, come più volte Lacan stesso ha dichiarato, non esiste -, ma il suo corpo a corpo critico con la filosofia, il suo condurre la filosofia al suo rovescio. |
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Il libro
del dolore e dell'amore Che cos'è e a che cosa serve il dolore? Narrazioni, intervallate dagli estratti delle opere di Freud e Lacan, sul concetto e sulla natura del dolore, sul dolore corporeo e quello psichico, sulle sue dinamiche e sul suo ruolo nella vita, sull'indissolubile legame del dolore con l'amore. Una disamina, in chiave psicoanalitica, dedicata alle diverse forme e ai differenti significati del dolore, e all'amore che ne è sempre la causa. Non solo all'amore per un altro essere e al dolore causato dalla sua perdita, ma anche alla perdita dell'oggetto dell'amore, all'amor proprio ferito, al dolore d'amare... |
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| Locus
solus I contributi raccolti nel volume esplorano il fenomeno dell’isteria attraverso molteplici prospettive, che vanno dagli studi di genere, alle contaminazioni fra arte e medicina nella cultura ottocentesca, fino ai “travestimenti” dell’isteria nel soggetto anoressico o nell’ambiguo ethos coloniale, mostrando come l’immaginario isterico giunga a farsi cifra dell’arte moderna e delle sue contraddizioni. L’isteria di Artaud viene interpretata come fondatrice di quella scrittura del corpo originario che ha sfidato il sapere contemporaneo, approdando anche agli esiti estremi come la Body Art. |
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Il
miracolo della forma. Per un'estetica
psicoanalitica I sacchi e le plastiche di Burri, i muri di Tàpies, gli "ideogrammi" di Kline, le bottiglie di Morandi, le sgocciolature di Pollock realizzano l'opera d'arte come una presenza irriducibile a domande del tipo: "Che cosa significa?", "Che cosa vuol dire?". Nell'arte il miracolo della forma consiste nel dare vita a una bellezza che non si limiti a coprire quegli aspetti dell'esistenza che Freud definiva ripugnanti, ma che sappia essere un indice enigmatico del reale. Questo libro intende sovvertire una tendenza dominante dell'estetica contemporanea che consiste nell'esaltare l'orrido, il putrido, il disgustoso riducendo la forma a un feticcio ideale che ricoprirebbe il carattere informe e brutto dell'esistenza. Ripensando in modo originale la lezione di Freud e di Lacan, Recalcati propone una nuova versione dei rapporti tra la psicoanalisi e il testo dell'arte criticando ogni riduzione patografica dell'opera ai fantasmi personali dell'artista. È questo l'insegnamento maggiore che la psicoanalisi può trarre dalla pratica dell'arte: l'inconscio non è qualcosa che sta sotto al testo e che attende di essere rivelato, ma ciò che ne costituisce il mistero irrisolvibile. |
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| Il nuovo Fortuna e ordinata virtù in psicoanalisi secondo Lacan Jacques-Alain Miller Roma, Astrolabio Ubaldini, 2005 (Psiche e coscienza) ISBN: 8834014634 148 p. € 12,50 Settore PSICANALISI LACAN Il testo qui presentato è la trascrizione di un seminario tenuto nel luglio 1998 a Barcellona da Jacques-Alain Miller in occasione della pubblicazione in Francia del Seminario V di Jacques Lacan, Le formazioni dell'inconscio, del 1957-58. Si tratta di un documento essenziale per la comprensione del Seminario V, in cui prendono forma alcune fondamentali intuizioni lacaniane poi sviluppate ampiamente negli Scritti. |
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