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SETTORE:
PSICOANALISI - le schede dei mesi precedenti |
L'annata
psicoanalitica internazionale n. 1/2005. The international journal
of Psychoanalysis Questo secondo volume tratto dagli Annuari dell'International journal of psychoanalisis raccoglie una selezione di articoli originariamente pubblicati in inglese nell'anno 2003. I criteri adottati dal gruppo dei curatori nel selzionare i lavori per l'edizione italiana sono stati quelli di offrire una panoramica la più possibile allargata geograficamente e culturalmente, ad esclusione degli autori italiani. Sono stati selezionati articoli che mettessero in luce non solo quello che l'analista pensa, ma anche quello che l'analista al lavoro fa veramente. In questo momento in cui si rischia da un lato una "globalizzazione" del pensiero psicoanalitico, dall'altro una polverizzazione nella Babele delle lingue psicoanalitiche, solo un ascolto rispettoso e la capacità di viaggiare tra i modelli potrà garantirci dagli integralismi concettuali su che cosa sia la psicoanalisi. |
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Figure
del dialogo tra antropologia e psicoanalisi Nel definire alcune fondamentali figure del sapere, l'autore traccia il percorso di un dialogo tra la psicoanalisi e l'antropologia. Un incontro iniziato con Freud e poi sviluppatosi in modi molteplici e spesso proficui. In un'ampia rassegna di temi affrontati nell'ottica delle due discipline, per alcuni versi differenti, per altri convergenti, l'autore intende proporre una dimensione teorica e di ricerca nella tradizione di studi dell'antropologia psicoanalitica. |
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Freud e
la filosofia antica Tramite raffronti testuali e concettuali, uniti alla rigorosa documentazione di mediazioni e circostanze che contraddistinguono l’approccio di Freud al sapere filosofico degli antichi, nella Vienna fin-de-siècle, si delinea un ritratto inedito del fondatore della psicoanalisi come di colui che si avvale del classicismo come strumento di emancipazione dallo scientismo positivista del suo tempo. Articolando l’indagine per nuclei tematici, attraverso i principali tòpoi del sistema freudiano (dal sogno all’eros, dall’inconscio alle riflessioni etiche sul disagio della civiltà fino alle valenze estetico-terapeutiche del metodo catartico), il libro affronta tutte le implicazioni filosofiche e le querelles metodologiche derivanti dall’ibrida collocazione epistemologica della psicoanalisi, sottolineando il suo valore di cruciale momento evolutivo della storia della razionalita occidentale. |
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Freud: figlio dell'umorismo? Nel testo "Il motto di spirito e la sua relazione con l'inconscio" del 1905 Freud , attraverso il motto di spirito ebraico, cerca di riappropriarsi della propria storia, trovandosi di fronte all'enigma della sua identità. Un'identità iscritta nella ebraicità e che rimanda, beninteso, a Jacob, il vecchio padre ebreo, ma ancor più alla bella e giovane madre, Amalia. Abbandonandosi ad analizzare quell'umorismo ebraico che lo affascina e che ha ereditato dal padre, Freud scopre, nascosto dietro quest'ultimo, il personaggio maestoso della madre delle origini. |
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| L'idealizzazione L'autrice, nata a Chaux-de-Fond nel 1910, lavorò a Buenos Aires finchè nel 1956 fu invitata dalla Società Svizzera; fece parte poi del gruppo kleiniano di Londra. Questo è un testo importante per chi studia e riflette sulle interpretazioni e le risposte della psicosomatica della salute. Per l'autrice, nei primi tempi della vita si coagula nel corpo un modulo psichico per il quale “è vero” che un intervento divino e magico salva. L’individuo, impresso dall’esperienza sensoriale primordiale, di fronte a qualsivoglia difficoltà psichica o somatica potrà perdersi nella ricerca disperante di quell’oggetto che salva, che “se vuole, può” sollevarlo da ogni miseria e da ogni dolore; in tal modo, dopo averlo creato e ricreato, consoliderà la sottomissione all’oggetto idealizzato nella forma di attesa e/o di pretesa, giungendo a non incontrare che frustrazioni su frustrazioni. |
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L'interpretazione dei sogni
libro del secolo. L'immagine tra
soggetto e cultura Settore PSICOANALISI Ripensando alla novità costituita dall'avvento della psicoanalisi sul mondo scientifico e culturale del ventesimo secolo, Freud ne ha marcato il valore di originalità legandolo alla pubblicazione dell'Interpretazione dei sogni. La rilettura a più voci di tale testo che qui si propone da parte di noti psicoanalisti affronta il tema dell'immagine quale privilegiato punto di approfondimento del crescente grado di compromissione della funzione simbolica che il secolo da poco concluso ha evidenziato, sia negli individui che negli apparati di rappresentazione collettiva. |
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La mente in analisi.
Principi di analisi mentale e di psicoanalisi Il volume affronta il tema del funzionamento della mente e delle sue malattie. Dopo cento anni di psicoanalisi, si rende oggi necessaria sia una revisione della teoria psicoanalitica, sia una nuova maniera di interpretare la malattia mentale e di comprendere il funzionamento della psiche. |
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La sessualità
e la teoria energetico-pulsionale. Freud e le conclusioni sbagliate
di un percorso geniale Il volume intende dimostrare che la teoria energetico-pulsionale fu elaborata a partire dalle prime ipotesi che Freud, ancora nell'Ottocento, aveva formulato sulla sessualità: queste ipotesi furono progressivamente estese e trasformate in un teoria organica che assunse un implicito valore di verità, o meglio di spiegazione di tutto il funzionamento psichico. L'autore esamina i progressivi passaggi di pensiero, lungo tutto l'arco delle opere di Freud, evidenziando le progressive "congetture" (secondo la parola "erraten" dello stesso Freud) con cui egli "inventò" la teoria. |
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| Storia
e psicoanalisi. Tra scienza e finzione Come seguendo le tracce di rotte mai percorse, frutto di una fantasia lucida e insieme di una disciplina infaticabile e scrupolosa, Michel de Certeau, una delle figure più eccentriche e al tempo stesso autorevoli della storiografia francese contemporanea, disegna i capitoli di "Storia e psicoanalisi", muovendosi fra gli arcipelaghi della cultura occidentale degli ultimi quattro secoli con la sicurezza e la libertà inquieta del rabdomante. |
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Storie
di ordinaria fobia. Psicoanalisi
delle paure irrazionali L’autrice ci propone una serie di affascinanti casi clinici, descrivendo le fobie più comuni, ma anche altre più insolite e bizzarre. Molti tendono a ridurre la fobia alla «paura di determinati oggetti». Spiegazione un po’ affrettata – sottolinea Irène Diamantis – perché trascura l’elemento essenziale: la vertigine del soggetto fobico, il quale, sfidando la logica, si insedia in un mondo fatto di supposizioni, in cui tutto diviene possibile. Perché la fobia nasce in realtà dall’impossibilità di separarsi. Quando l’individuo si separa dalla madre, la fobia lo riconduce a uno stato di fusione, trasportandolo indietro nel tempo e bloccando i suoi pensieri. |
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Le vertigini tra angoscia
e piacere L'autrice, psicoanalista a Ginevra, definisce gli aspetti specifici che caratterizzano le vertigini di origine psichica e le persone che ne sono soggette, descrivendo i diversi livelli di angoscia espressi da questo sintomo. Attraverso un'ampia esemplificazione clinica, ci fa capire il lavoro dello psicoanalista: il paziente può arrivare a scoprire che la sensazione "fisica" di vertigine rappresenta una traduzione dei suoi sentimenti e riproduce il tipo di relazione che ha stabilito con le persone cui è legato. In tal modo, passa dalla sensazione alla rappresentazione e può rintracciare il senso simbolico del suo sintomo. |
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| Wittgenstein & Freud a cura di Mauro Mancia Torino, Bollati Boringhieri, 2005 (Temi) ISBN: 8833915808 152 p. € 13,00 Settore PSICOANALISI A stringere in binomio Wittgenstein e Freud non sono tanto le comunanze estrinseche, quanto le ragioni epistemologiche che ancora oggi mettono a confronto due stili di razionalità animati da finalità terapeutiche. Coordinati da Mauro Mancia, un gruppo di filosofi discute i capisaldi della lettura wittgensteiniana di Freud: la messa in evidenza dell'autofraintendimento scientistico della psicoanalisi, la critica di una concezione topografica dell'inconscio e del sogno come soddisfacimento allucinatorio di un desiderio rimosso. Una particolare attenzione viene dedicata alla personalità di Wittgenstein e al suo rapporto con le critiche mosse alla psicoanalisi e con l'ambivalenza nutrita per Freud. |
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