| Novità
|
SETTORE: PSICOANALISI INFANZIA |
Parricidio
e figlicidio: crocevia d'Edipo. Fondamenti della teoria e della
clinica psicoanalitica I disagi della civiltà, lo scritto di Agostino Racalbuto su cui egli aveva basato l'intervento alle «Giornate italiane 2005» della Società Psicoanalitica Italiana, apre questa Monografia e ne costituisce un'introduzione. Vi leggiamo le tematiche attorno a cui si muovevano i suoi pensieri nel momento in cui, prima della morte, stava ideando la struttura del convegno, che si è poi svolto secondo il suo progetto e le cui relazioni costituiscono la parte principale di questo volume. Edipo non solo in quanto complesso, e complesso nucleare della nevrosi, ma come chiave di lettura necessaria per pensare l'individuo e perché l'individuo possa pensarsi nella molteplicità del suo essere, dei suoi affetti, del suo essere sessuato; nel suo collocarsi e riconoscersi tra le generazioni; rispetto alle identità e alle differenze, al suo poter accettare tutto questo, per restare nella realtà, ed al suo perenne ed ineliminabile impulso a ribellarvisi. Da qui la necessità di tornare all'Edipo in una stagione della nostra civiltà e del pensiero psicoanalitico che interrogano questa concezione, la mettono alla prova e reclamano di verificarne la tenuta. |
|
L’essere-bebè Come fare in modo che l’incontro tra il mondo del neonato e il mondo che egli scopre sia un incontro possibile e fruttuoso? Come aiutare i bambini a costruire se stessi e a diventare persone, evitando di distruggerli nella loro essenza, in ciò che l’individuo ha di più prezioso? A queste domande risponde l'autore, creando un ponte tra psicoanalisi e fenomenologia. Studenti e professionisti che operano nel campo della prima infanzia troveranno qui numerosi spunti di riflessione per raggiungere una visione d’insieme, utile per migliorare la prassi terapeutica. Bernard Golse, pedopsichiatra e psicoanalista, insegna Psichiatria infantile all’Università René-Descartes (Paris V). |
|
Il complesso
fraterno. Studio psicoanalitico Il libro offre l'opportunità di approfondire questioni metapsicologiche e cliniche cruciali, relative alla fondamentale importanza del complesso fraterno nello strutturarsi della vita psichica individuale e sociale. Il complesso fraterno è ben più che una semplice aggregazione immaginaria: ha un valore strutturale autonomo e può generare conseguenze tali da segnare il destino del soggetto e dei suoi discendenti. Sul piano della psicologia delle masse, la sua influenza strutturante e destrutturante si manifesta a livello di quelle oscillazioni tra crudeltà e solidarietà, che caratterizzano nei secoli i rapporti tra le religioni e tra i popoli. Si tratta di relazioni ambivalenti, che resistono all'erosione del tempo e ai cambiamenti della storia. Il fatto che qui ne sia sottolineata l'importanza non è a scapito di alcuno dei temi che definiscono il rilievo di narciso e di Edipo nella configurazione della vita psichica. Al contrario, uno dei principali scopi del libro è mettere in evidenza la stretta coappartenenza delle tre strutture, che si tessono tra loro in trame del tutto peculiari determinando la formazione di un'identità definita e irripetibile per ogni soggetto. Ciò consente di allargare le frontiere della psicoanalisi, di stabilire nuovi collegamenti tra teoria e clinica e di perfezionare l'ascolto clinico. |
|
Colloqui
con i bambini. La tecnica dello scarabocchio nella pratica clinica Winnicott sviluppò tra il 1964 e il 1968 un tipo di intervento applicabile nel primo colloquio con bambini come strumento diagnostico-terapeutico, e lo chiamò squiggle game, ossia 'gioco dello scarabocchio'. Egli lo presentava così al bambino: "Io chiudo gli occhi e faccio uno scarabocchio sul foglio; tu ci disegni sopra e lo fai diventare ciò che vuoi. Poi tu fai un tuo scarabocchio su un altro foglio e io lo faccio diventare ciò che voglio". Per Winnicott la psicoterapia è qualcosa che ha a che fare con due persone che giocano insieme, e il gioco dello scarabocchio serve, appunto, a creare uno spazio in cui possa esprimersi il potenziale ludico della mente infantile: quando ciò avviene, il bambino si apre interamente e crea col terapeuta una relazione densa, piena e fiduciosa che è molto raro poter raggiungere con altri mezzi in un primo contatto. Dopo un'ampia rassegna del lavoro di ricerca che è stato elaborato sul gioco dello scarabocchio, questo libro presenta in grande dettaglio quattordici casi di intervento con bambini e adolescenti, con i disegni annessi e i punti salienti del colloquio che si è instaurato tra terapeuta e paziente a proposito dei disegni stessi. |
|
Sulla storia
della psicoanalisi infantile in Italia. Quaderni
di Psicoterapia Infantile/55 M.L. Algini, Introduzione: sugli inizi della psicoanalisi infantile in Italia; A. Ossicini, Un'esperienza che viene da lontano; G. Grasso, E. Crivelli, Marcella Balconi: l'investimento appassionato di una vita. Contributi di: L. Leonelli Langer, Il Fornari dei bambini. Contributo del pensiero di Franco Fornari alla conoscenza delle origini della vita psichica; A. Giannakoulas, Dalla Neuropsichiatria infantile al Corso di Psicoterapia; F. Ciotti, A. Donati, C. Nocentini, Perugia: gli anni forti del cambiamento; S. Bonfiglio, Tommaso L. Senise: un pioniere nella cura degli adolescenti; A. Maltese, Passione e libertà, rigore e innovazione nell'eredità di Arnaldo Novelletto alla psicoanalisi dell'adolescenza; D. Vallino, L'avvio della consultazione partecipata; S. Adamo, Intervista a G. Polacco Williams. Trent’anni di Corsi modello Tavistock in Italia. E ancora: M.L. Mondello, L. Generali Clements, G. Ferrara Mori, T. Cancrini, L. Rapezzi Imbasciati, C. Balottari, A. Michelini Tocci, P. R. Goisis, S. Nissim, A. M. Lanza. |
|
Intersoggettività.
Origini e primi sviluppi Quando e in che modo i lattanti di pochi mesi iniziano a entrare in contatto con gli stati affettivi degli altri? Come, nel corso del primo anno di vita, iniziano a condividere coi propri interlocutori emozioni, attenzione e anche intenzioni? Il libro affronta questi interrogativi alla luce delle ricerche più attuali. La prima parte prende in esame le principali teorie sulle prime forme di intersoggettività. La seconda illustra le origini e i primi processi di sviluppo dell'esperienza intersoggettiva dal periodo neonatale ai dodici mesi di vita, documentando come, già a due mesi, i lattanti si mostrino capaci di compartecipazione affettiva durante la comunicazione faccia-a-faccia con l'adulto. I dati di ricerca presentati mostrano inoltre come questa prima compartecipazione emotiva costituisca la base per la condivisione di ogni altro stato mentale (attenzione, motivazioni, intenzioni) che si manifesta nella comunicazione del bambino con gli altri. |
|
Normalità
e patologia nello sviluppo psichico La Developmental Psychopathology costituisce una nuova area disciplinare che permette di coniugare i risultati di studi e ricerche provenienti dalla conoscenza dei processi di sviluppo normale con i risultati dell'indagine clinica e psicopatologica, fornendo stimoli di grande rilievo, in ambito sperimentale e operativo. È all'interno di tale matrice teorica che si colloca questo volume, finalizzato a fare il punto sulle più recenti conoscenze teoriche e di ricerca e ad offrire un quadro aggiornato e criticamente discusso dei principali modelli psicopatologici e dei più recenti inquadramenti diagnostici che possono aiutare nella comprensione e nell'individuazione precoce delle forme di disagio che più frequentemente si riscontrano nella psicopatologia dei bambini e degli adolescenti di oggi. Un quadro che, pur privilegiando un'ottica psicodinamica, approfondisce ogni argomento, rendendo conto della complessità delle relazioni tra la sfera biologica, psicologica e sociale nell'evoluzione normale e patologica dello sviluppo individuale. |
|
Il bambino
lasciato solo. Favole per momenti difficili Questo libro nasce intorno a un tema su cui da anni lavora l'autrice insieme ai suoi gruppi sperimentali di genitori: cercare di individuare alcune modalità di relazione che siano veramente di aiuto ai bambini (e agli adulti), evitando quelle che hanno effetti negativi finendo spesso col peggiorare il problema e ritorcersi contro chi le usa con le migliori intenzioni. Il rischio è che, nell’illusione di aiutare i bambini, si finisca per rinforzarne il sentimento di frustrazione e di inadeguatezza. La chiave per una buona relazione coi bambini resta quella di una migliore relazione con noi stessi, con le nostre paure, le nostre angosce e debolezze. A volte è cruciale (e assai doloroso) capire che il migliore aiuto che si può dare consiste nel fare un passo indietro e non fare nulla. Con stile amichevole e comprensibile, accompagnato da numerosissime fiabe che illustrano e chiarificano i "nodi problematici" più difficili, il libro si basa su una ricchissima varietà di esperienze concrete che aiutano il lettore a muoversi nel mestiere più affascinante e più terribilmente complicato del mondo. |
|
La costellazione
materna. Il trattamento psicoterapeutico della coppia madre-bambino In questo libro l'autore prende in esame, nell'intento di formulare una teoria unificata, i diversi orientamenti attuali nella psicoterapia della coppia madre-bambino. La "costellazione materna" è il costrutto teorico unificante proposto da Stern: ogni donna che diventa madre, e soprattutto alla nascita del primo figlio, viene a trovarsi, da un punto di vista psicologico, in una situazione nuova che orienta i suoi comportamenti e la sua sensibilità, le sue tendenze, i suoi timori e i suoi desideri, rimettendo in gioco le sue fantasie infantili. Ciò impone all'operatore un diverso modo di concepire e di vivere il rapporto con la paziente. Osservare la coppia madre-bambino nell'ottica della "costellazione materna" consente una migliore comprensione e una migliore efficacia terapeutica. |
|
La psicoterapia
genitore-bambino Sin dalle origini la psicoanalisi ha riconosciuto che i mondi interni di una generazione si trasmettono a quelle che seguono. Le terapie genitore-bambino a orientamento psicodinamico si fondano sull'assunzione che l'esperienza di sé del bambino prende vita grazie all'interazione con l'Altro significativo e che, sebbene le prime relazioni siano immerse in una dimensione sottocorticale e presimbolica, la mente e lo sviluppo del bambino sono in gran parte forgiati dalle dinamiche relazionali con le figure di attaccamento primarie. Il "paziente" quindi non è né il genitore né il bambino, ma la loro relazione, e per questo la psicoterapia congiunta si delinea come la modalità elettiva di intervento in presenza di difficoltà interpersonali. Questo libro offre un resoconto chiaro ed esauriente del modello utilizzato nell'ambito del progetto genitore-bambino dell'Anna Freud Centre, fornendo un ricchissimo materiale clinico che permette di ricostruire lo sviluppo del processo terapeutico nell'intervento con le singole famiglie e con i gruppi. |
|
L’inconscio
della casa Da molti la casa è vissuta come un luogo confortevole e sicuro, fatto di emozioni forti e di legami stabili, che si desiderano durevoli, attraverso i quali è possibile l'avvicendarsi delle generazioni. Se tali sentimenti e vissuti sono possibili, è perché la casa finisce per essere rappresentata nel nostro inconscio, che le conferisce ordine e vita. L'autore intende indagare questo tipo di reciprocità: riprende concetti come quelli di rappresentazione, immagine corporea, sentimento d'appartenenza e intersoggettività familiare, facendoli giocare e riarticolandoli, oltre a proporne di nuovi, come quelli di «habitat interno» e di «legami di coabitazione». Nelle famiglie adottive, in quelle ricomposte e in quelle omogenitoriali, questi legami permettono di rifondare un vincolo di filiazione fra persone che non hanno legami di sangue. Quali forze animano la coabitazione? Quali conflitti, difficoltà e sofferenze esprimono, aiutandoci ad un tempo a curarli meglio? In che modo riescono a farsi portatrici della memoria delle ferite transgenerazionali? Il volume, completo di un nutrito apparato di casi clinici, permette di esaminare da un punto di vista inedito questioni quali quelle della sistemazione della propria dimora, dell'eredità, del trasloco o della sofferenza legata alla perdita della casa. |
|
Preadolescenza.
Il bambino caduto dalle fiabe. Teoria della clinica e prassi
psicoterapeutica La preadolescenza rappresenta una fase cruciale nello sviluppo della persona, l’inizio di un mutamento che coinvolge corpo, identità ed esperienza. è un momento evolutivo denso di rischi e di insidie, sia per il preadolescente, sia per gli adulti che si rapportano a lui. Questa età di sospensione, definita anche età delle “grandi migrazioni”, segna la caduta del bambino dalle fiabe, lo svelamento di un mondo non più regolato dall’onnipotenza genitoriale, il completamento di un percorso di disillusione avviatosi con lo svezzamento. È la fase del grande salto nella realtà, in cui i genitori - e gli adulti in generale - sono spogliati dalle idealizzazioni del pensiero magico e il bambino acquista consapevolezza di sé, del proprio corpo e del proprio pensiero, iniziando il percorso che lo porterà a ritagliarsi il proprio ruolo nel mondo. È un momento liberatorio e di crescita, dunque, ma particolarmente problematico e complesso, con esperienze evolutive, psicodinamiche e psicopatologiche che sollevano particolari questioni alla tecnica e alla pratica clinica psicoterapeutica. |
|
L'odio.
Irreparabile? “Sebbene sia un fenomeno di estrema importanza, l’odio non ha avuto l’attenzione che merita. La letteratura sull’odio è piuttosto limitata, specialmente se messa a confronto con la letteratura molto estesa sull’amore”. Così apre il volume la ricca e ponderata analisi storica del concetto di odio attraverso tutto il pensiero psicoanalitico svolta da H. Blum (L'odio nei suoi aspetti evolutivi e clinici) e discussa con rilievi critici e approfondimenti da S. Argentieri. In molti altri articoli di questo “Quaderno” si trovano approfondimenti del pensiero di Freud e riferimenti a Winnicott, autore fra i primi di un importante articolo sul controtransfert. “Il rigore dell’approccio e la sedimentata esperienza dei singoli pensatori non solo caratterizza autorevolmente il livello del quaderno, ma traduce un’impronta di presenza emotiva, sempre contenuta, eppure, per fortuna, evidente” (dall’Introduzione di Nadia Neri). |
|
Manuale
di psicoterapia focale integrata dell'età evolutiva Nella prima parte questo manuale presenta un intervento psicoterapeutico focale in età evolutiva caratterizzato da un approccio flessibile e comprensivo, che utilizza il modello della psicoanalisi, della psicopatologia evolutiva e cognitivo: tale intervento considera sia il bambino-adolescente sia il contesto. Il processo di valutazione e il programma di trattamento sono quindi rivolti a tutte le variabili che possono concorrere a un esito con caratteristiche di brevità e di efficacia. La seconda parte è rivolta ad un intervento focale sulla genitorialità, finalizzato a sviluppare capacità genitoriali nella coppia parentale, quindi a spostare il luogo del cambiamento dall’ambiente terapeutico al contesto naturale dello sviluppo. |
|