| Novità
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SETTORE:
PSICOANALISI STORIA |
Sulla
soglia della psicoanalisi
Freud e follia infantile Carlo Bonomi Torino, Bollati Boringhieri, 2007 (Nuova cultura) 295 p. € 22,00 ISBN: 8833917347 Settore PSICOANALISI STORIA Bonomi si propone di ridisegnare i contorni dimenticati o fraintesi dello sfondo su cui si proietta la costruzione psicoanalitica di Freud. Ripercorre le vicende dell'indagine sulla sessualità infantile nella pediatria della seconda metà dell'Ottocento, la nascita dell'ossessione per l'onanismo come principale causa di follia nel bambino, l'imporsi di una dialettica bambino-folle che attraversa la modernità, influenzando sia la disciplina psichiatrica che quella pediatrica. Riemerge l'importanza dell'esperienza di "Freud pediatra", che dopo aver conosciuto il trattamento delle isteriche da parte di Charcot, si dedicherà a Berlino nel 1886 a un training col pediatra Adolf Baginsky e lavorerà con bambini e adolescenti a Vienna per quasi dieci anni. Proprio le contraddizioni aperte dalla "grande paura" della masturbazione e dai conseguenti trattamenti chirurgici, punitivi e repressivi, sui genitali delle bambine e delle giovani donne schiudono la strada al passaggio "dalla fisiologia alla psicologia" e alla cura psicoanalitica del fenomeno isterico. Bonomi cerca di capire come si conciliano nell'esperienza freudiana "il dato della pratica della castrazione reale", incontrata nella pratica medica, "la sua elevazione a simbolo universale di ogni trauma" e "il vincolo della castrazione simbolica", ossia "la tendenza a conservare il termine di castrazione per designare un processo strutturante nello sviluppo individuale". |
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Sigmund
Freud e le sue donne Nonostante le sue grandi intuizioni e le sue rivoluzionarie scoperte sui meccanismi della psiche, c'è una domanda a cui Sigmund Freud non ha saputo rispondere: cosa vuole una donna? Eppure la psicoanalisi è nata e si è sviluppata in un contesto dove le donne sono state protagoniste. Dalle prime pazienti isteriche che ispirarono il giovane dottore a ricercare cause non organiche di questo fenomeno alle analizzate che esercitarono in seguito il mestiere, la partecipazione femminile è costante. |
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| Il libro
nero della psicoanalisi Quaranta autori internazionali sostengono in questo libro tesi che il pubblico italiano non è abituato ad ascoltare. La psicoanalisi è una scienza? No, è una potente e seduttiva fabbrica di favole. La psicoanalisi guarisce? Quando lo fa è spesso per un effetto placebo, o per il buon rapporto che alcuni analisti riescono ad instaurare con alcuni pazienti, e nel caso di molte sindromi è in netto svantaggio rispetto ad altre forme di psicoterapia e alla terapia farmacologica. |
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| I misteri
dell'anima La psicoanalisi ha modificato in maniera permanente il modo in cui in tutto il mondo gli uomini e le donne interpretano se stessi e gli altri. Eppure, nonostante gli innumerevoli studi, a tutt’oggi manca una sua storicizzazione. La psicoanalisi è “la prima grande teoria e pratica della vita personale”: un’esperienza di singolarità e di interiorità collocabile in uno specifico momento storico e fondata nei moderni processi di industrializzazione e urbanizzazione, oltre che nella storia della famiglia. Zaretsky non manca di interrogarsi sul “dopo”, sul destino della psicoanalisi oggi e ancor più sul destino di quelle forme di esistenza individuale che essa aveva accompagnato, talvolta creato. |
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Alle radici
dell'odio: un'analisi del fenomeno terrorismo Gli atti qui pubblicati vogliono non tanto testimoniare una proposta interpretativa psicoanalitica del fenomeno del terrorismo, quanto indicare come il metodo interpretativo, fondamento della pratica psicoanalitica clinica, non debba essere pensato solo come uno strumento "inventato" da questa pratica per una sua applicazione in un ambito limitato di tipo terapeutico-conoscitivo, ma anche come una ripresa riparativa di una modalità di funzionamento psichico, fondante dell'identità di pensiero e di riflessione dell'essere umano, che nel tempo ha subito dei blocchi di sviluppo, in senso psicopatologico. I comportamenti e i linguaggi terroristici possiedono al massimo livello le caratteristiche di incomprensibiltà, di apparente assurdità ed estraneità: il fenomeno terroristico rappresenta quindi uno stimolo, una sfida per la riflessione dello psicoanalista. |
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Melanie
Klein Madre di due figli e moglie infelice, Melanie Klein decide di entrare in analisi, diventando lei stessa, senza alcun tipo di istruzione superiore né una laurea in medicina, analista all'età di quarant'anni. Un percorso biografico e intellettuale straordinario, che apre la via a una nuova e provocatoria idea di maternità, rivoluzionando la stessa nozione di psiche. L'intreccio narrativo si fa ancora più avvincente perché Julia Kristeva riconosce in Melanie Klein una figura centrale nell'elaborazione della sua stessa visione teorica, una vera e propria madre spirituale, per cui misurarsi con il suo genio diventa occasione di confronto con se stessa e con il senso della pratica psicoanalitica. |
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Heinz Kohut Heinz Kohut (1913-1981) è stato la figura più saliente nel panorama psicoanalitico americano del ventesimo secolo. Austriaco di nascita, ha trovato una nuova patria a Chicago dove, emigrato a 26 anni, è rimasto per il resto della sua vita. È considerato il capostipite della scuola della "psicologia del sé", caratterizzata da un forte accento sull'empatia rispetto alla psicoanalisi freudiana. Come molti altri grandi personaggi, la sua figura presenta innumerevoli sfumature e ambiguità ma, malgrado le tante contraddizioni, Kohut appare come una figura paradigmatica della vita intellettuale americana. |
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Rorschach
a Norimberga Il volume propone un'analisi integrata dei risultati del test di Rorschach, sommnistratato ai gerarchi nazisti a Norimberga, e delle testimonianze, degli scritti autobiografici del periodo della prigionia, dei documenti psicologici e delle notizie storiche dell'epoca. Gli autori delineano così le personalità di alcuni tra i maggiori esponenti del Terzo Reich: Hermann Göring, Rudolf Hess, Albert Speer e Hjalmar Schacht. Dietro un'apparente normalità risaltano alcuni aspetti peculiari della struttura personologica dei gerarchi nazisti, che rinviano a un universo di profonda ipocrisia che mente su morte e vita e misconosce e autorizza la violenza. |
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Sigmund
Freud Con l"'invenzione" della psicanalisi, Sigmund Freud introduce una degli emblemi più significativi della cultura occidentale moderna. Il suo pensiero appartiene ormai indissolubilmente alla nostra sensibilità: dopo circa un secolo dalla sua nascita è difficile pensare alla contemporaneità senza la psicanalisi, senza cioè quella sorgente incessante di domande che arrivano al fondo della soggettività dell'uomo e ne sondano il disagio esistenziale. La grandezza della ricerca di Freud è anche quella di non essersi limitato agli ambiti strettamente "patologici", ma di aver esteso il campo della sua analisi con un approccio "etico", ancor prima che scientifico, alla società e ai suoi valori, all'origine della religione o alla genesi del processo artistico. |
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Perceval Si tratta di un testo ritrovato e pubblicato, con un'introduzione e un'attenta cura editoriale, da Gregory Bateson negli anni sessanta del Novecento. Il protagonista, John Perceval, è figlio di Spencer Perceval, ministro di Giorgio III d'Inghilterra (il "re pazzo"), che aveva avuto una parte nelle decisioni riguardo alla follia del re e alla sua cura, e nel 1912 fu assassinato da un folle nella Camera dei Cammei. Per un curioso destino, anche il figlio John, giovane ufficiale, diede segni di follia (allucinazioni religiose) e venne curato nelle migliori case di cura dell'epoca. Guarito, raccontò la sua esperienza in questo memoriale. |