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SETTORE:
PSICOLOGIA ANALITICA |
Alchimia
della storia e la morte dell'anima
nella civiltà della tecnica Wolfgang Giegerich, filosofo e analista junghiano, è considerato il più radicale e allo stesso tempo il più fedele dei seguaci di Jung. In questo libro psicologia, storia e filosofia si intrecciano e tessono un arazzo di quello che Jung ha chiamato realtà psichica, con tutte le sue sfumature. Attraverso la rilettura di opere quali La colonia penale di Kafka Giegerich ci induce a rimettere in discussione alcune delle nostre certezze, anche quella più consolidata dall'illuminismo in poi: la libertà dell'individuo. Curiosamente oggi solo i neuroscienziati sono rappresentanti ufficiali della certezza e possono permettersi di dire che l'individuo non è così libero come l'illuminismo aveva pensato; e usano a sostegno delle loro tesi non pensieri ma “sezioni del cervello, tagliato virtualmente a fette”. Nel saggio La morte dell'anima nella civiltà della tecnica viene dato corpo al mito in cui viviamo: la scienza può, ma che cosa produce? |
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Paradossi
di maternità Il volume trae origine da un Convegno tenuto a Firenze il 1 aprile 2006, organizzato dalla sezione toscana dell’AIPA (Associazione Italiana di Psicologia Analitica). Nella stanza dell’analisi e soprattutto nel setting al femminile, sempre più frequente e sempre più scelto dalle donne, la maternità è assolutamente centrale e declinata in tutte le sue accezioni. La difesa dei diritti dell’embrione e il rischio sottile e ambiguo di una messa in crisi della legge sull’aborto medicalmente assistito, la deriva ‘neo-con’ che ha ulteriormente confuso le acque, hanno reso il tema ‘maternità’ luogo di battaglia su cui esercitare una sorta di potere sia politico che psicologico. Oggi come ieri, anche se con strumenti più raffinati e con l’aiuto di una scienza sempre più precisa, ma anche sempre più invasiva ed egemone, l’utero, luogo dove si compie il processo di dar vita, è al centro di una lotta politica, etica, culturale che sta operando un pericoloso viraggio dallo psichico al biologico e al normativo. Il tema della maternità va ben oltre il tema della procreazione che rischia di ridurre il corpo-psiche della donna solo in contenitore da monitorare in vista del prodotto, col risultato che paradossalmente gli embrioni e i feti vengono trasformati in bambini, mentre le donne incinte sono ridotte a veicoli, ad ambiente, uteri-che-camminano. |
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Poeticamente
abita l'uomo I saggi che compongono questo volume si muovono intorno a un verso di Hölderlin reso celebre da un magistrale saggio di Heidegger. A svolgere questo tema, che non è riducibile ad alcuna specializzazione, sono psicoanalisti junghiani, filosofi, poeti, narratori, storici dell'arte, in un intreccio di motivi, in una polifonia che libera un senso all'inizio imprevedibile ma che sa indicare la strada a chi non voglia rassegnarsi al nichilismo della condizione postmoderna. |
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Vita interiore.
La psicologia del profondo dopo le neuroscienze Reduce da tragiche esperienze che l'hanno toccata sul piano personale fino a farla avvicinare alla morte, in questo libro l'autrice tenta di mostrare come sia importante per la psicologia del profondo rimanere fortemente ancorata alla dimensione umana e cessare di imitare penosamente il metodo scientifico. Pur ammirando la scienza e gli scienziati, la Paris denuncia la sudditanza della psicologia nei confronti delle neuroscienze e "l'arroganza di certe psicoterapie che hanno la pretesa di guarire la sofferenza psicologica, come si fa per la frattura di una tibia". E continua: "Io nutro un grande interesse per le neuroscienze, ma penso pure che più queste progrediranno più ci sarà bisogno di sviluppare parallelamente una saggezza psicologica". |
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Dialogo
sull’arte del dialogo. Psicoanalisi e psicoterapia
Decano degli junghiani italiani, Mario Trevi è uno psicoanalista che non ha mai smesso di interrogarsi sulla natura del suo sapere e del suo lavoro, né di collocare questo lavoro su uno sfondo culturale ampio, libero da rigide appartenenze di scuola o da tentazioni dogmatiche. In questo libro, rispondendo alle sollecitazioni e alle curiosità di un giovane aspirante analista, accetta per la prima volta di spiegare con linguaggio accessibile e del tutto privo di tecnicismi che cos’è per lui la psicoterapia, quali sono i suoi metodi, i suoi obiettivi e le sue difficoltà, quali i criteri per valutare il successo o l’insuccesso di un intervento terapeutico. Al centro della sua visione c’è il concetto di dialogo, vera e propria chiave di volta della relazione terapeutica, che il buon analista deve essere in grado di praticare facendo ricorso alle sue migliori doti di empatia, attenzione, pazienza, umiltà nei confronti del paziente che gli sta davanti. |
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Dal mal
di vivere alla depressione La depressione nell’ultimo cinquantennio è stata terra di conquista da parte delle case farmaceutiche che, ricorrendo al poco conosciuto disease mongering, hanno creato a tavolino nuove patologie e nuovi bisogni per plasmare una categoria sempre più ampia di clienti, non certamente di pazienti. È sconcertante come numerosi psichiatri e ricercatori abbiano colluso, spesso in maniera consapevole, con questa dinamica di mercato che nulla ha a che fare con la scienza. L’autore ha sentito la necessità, ripercorrendo un lungo viaggio nella storia, nell’antropologia culturale, nelle neuroscienze, nella clinica, nella letteratura e nell’arte, di riportare alla luce le vere caratteristiche della depressione e le sue possibili cause. L’esposizione tiene costantemente presente l’importanza dei fattori culturali e la loro evoluzione nel corso del tempo: dati fondamentali per differenziare il «mal di vivere» - tipica e strutturale modalità dell’uomo - dalla depressione come evento clinico. In questa ottica, il volume si propone come un saggio di «psicodinamica culturale» sulla depressione. Nicola Lalli, titolare di Clinica Psichiatrica e Psicoterapia, già Primario presso l’Università «La Sapienza» di Roma, è autore di numerosi volumi frutto dell’attività clinica e di ricerca iniziata alla fine degli anni Sessanta. |
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La gatta.
Una fiaba sulla redenzione del femminile «La gatta», fiaba romena di intrigante complessità e di enorme fascino, è la storia di una principessa che, all’età di 17 anni, viene trasformata in gatta e non potrà tornare donna finché un figlio dell’imperatore non le tagli la testa... Finalmente uno dei figli dell’imperatore la incontra, se ne innamora e rompe l’incantesimo. M.-L. von Franz, con l’erudizione, l’eloquenza e la spontaneità che l’hanno sempre contraddistinta, ci delizia con l’analisi dell’universo archetipico che si cela dietro la trama della fiaba, e ci ricorda quanta saggezza sulla psicologia individuale e collettiva vi è compresa. I simboli nascosti nei singoli elementi del racconto, brillantemente ricercati, svelati e collegati tra loro, formano i grandi temi della redenzione e dell’unione degli opposti, sia dal punto di vista della psicologia individuale che collettiva. Quella de La gatta è una vorticosa danza degli archetipi intorno al principio femminile. Marie-Louise von Franz (1915-1998), una delle più strette collaboratrici di C.G. Jung, col quale ha condiviso trent’anni di lavoro, è tra le sue allieve più famose e ne rappresenta la fedele continuazione del pensiero. |
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Carnevale
e Psiche Uno sguardo ‘psicoculturale’ sul Carnevale, che si apre sul mondo interiore e mira a coglierne i significati simbolici, mitici e archetipici attraverso un percorso che costeggia gli studi etnografici, storici e culturalisti, per protendersi verso le profondità dell’Anima-Psiche e dei suoi aspetti d’Ombra. Attraverso la visione della psiche di Jung e di Hillman, con cenni a Freud e altri grandi studiosi di diverse discipline, il libro prende in analisi i temi della maschera, del riso, degli aspetti oscuri e burleschi del carnevalesco ‘mondo infero’ che emerge nella forma di una festa trasgressiva e rigenerante. I caratteristici temi della sessualità, della morte e della rinascita, del capovolgimento anarcoide, dell’ostentazione della follia, delle abbuffate e di ogni liceità, sarebbero espressioni di una buffonesca ma scaltra alleanza tra Dioniso e Mercurio, col sostegno di altre divinità mitiche come Saturno, Ecate, Demetra e Persefone, Giove, Pan, considerate come narrazioni di tratti archetipici della natura umana. L'autore, Psicologo e Psicoterapeuta, presidente fondatore dell’Associazione Culturale Albedo per l’immaginazione, da molti anni si interessa di ricerche attive nel campo dell’antropologia teatrale e della psicologia di orientamento junghiano. |
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La maschera
e il viaggio. Sull'origine dello Zanni Misteriosa ed inquietante l'immagine della maschera, nei secoli e nelle diverse latitudini: ci si maschera per i riti più diversi, dalle iniziazioni ai riti propiziatori; maschere dei nostri carnevali, del teatro antico, della Commedia dell'Arte, ma anche maschere dei rituali moderni o della sperimentazione artistica più recente. Esperienze e culture diverse, ma che hanno in comune l'esigenza di cancellare l'identità di un individuo, di un intero gruppo sociale, perchè diventi pronto ad accogliere una nuova identità. Attraverso il mascheramento le divinità o gli spiriti prendono possesso dei corpi degli uomini: l'uomo mascherato assurge a una potenza superiore, Altra. Riscoprire il senso del mascheramento anche attraverso lo studio di Zanni, Zani, Zane, maschera oggi quasi dimenticata ma un tempo famosa e collegata, si diceva, alla satira contro i facchini bergamaschi: dalla sua immagine avrebbe preso vita la multiforme compagnia dei servi della Commedia dell'Arte, da Arlecchino e Brighella a tutti gli altri. |
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I linguaggi
della psiche “Centrale nel libro di Maffei è la presa di consapevolezza del linguaggio psicoanalitico non solo come elemento di rappresentazione, ma anche e in gran parte come strumento di costituzione e di ordinamento del campo psichico, e ancora e fondamentalmente come capacità di simbolizzazione coinvolta nella stratificazione della vita pulsionale e nel vissuto corporeo. Dal libro di Maffei il lettore può apprendere che non esiste il linguaggio come un’essenza specifica e unica, ma che esistono linguaggi, precisamente una varietà pressoché infinita di pratiche e morfologie espressive che assolvono a funzioni differenti nello scambio comunicativo" (dalla Prefazione di Aldo G. Gargani). |
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Freud e
Jung. Temi e motivi dell'inconscio Il libro, oltre ad esplorare l'evoluzione del pensiero dei due autori, ne pone dettagliatamente a paragone i temi principali: l'enigma del Male e il trauma, l'eziologia e la struttura dell'apparato psichico, i complessi e gli archetipi, i motivi del Sé e i principi della psicoterapia. È la prima opera che, attraverso un confronto sistematico tra Psicoanalisi e Psicologia Analitica, offre al lettore la possibilità di un'esperienza di approfondimento delle discipline e degli argomenti in oggetto e, nello stesso tempo, un adeguato strumento di conoscenza del modello della mente proposto dalla Psicologia Dinamica. Utilizza, a tal fine, i temi, i motivi e i concetti di fantasma e di complesso identificati da S. Freud e C. G. Jung, consentendo una comprensione del ruolo che tali concettualizzazioni hanno sia nella teoria che nella pratica caratterizzanti la Psicologia Dinamica nel suo investigare i meccanismi propri della mente umana. Il testo si innesta, inoltre, nella storia della psicologia e della psichiatria, integrando lo sviluppo del pensiero di Freud e Jung col procedere del contesto storico-scientifico negli ultimi due secoli. |
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Jung scritti
scelti. La più completa e accessibile introduzione alla
psicologia analitica Dai 18 volumi delle Opere complete di Carl Gustav Jung sono stati tratti quei saggi che, caratterizzati da felicità di scrittura e facilità di lettura, vanno a toccare, punto per punto, tutti i temi della psicologia analitica. Il curatore del libro è Joseph Campbell (1904-1987), grande studioso di miti e religioni, che della psicanalisi junghiana fu sottile conoscitore, acuto interprete e abile divulgatore. Questi i principali testi raccolti nel volume: Gli stadi della vita, Istinto e inconscio, L'io e l'inconscio, Psicologia analitica e arte poetica, Simbolismo onirico e alchimia, La differenza fra il pensiero orientale e quello occidentale. |
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A modo
mio. Donne tra creatività e potere Il libro si snoda attraverso il pensiero e i movimenti di liberazione delle donne, identificando alcuni temi centrali - la creatività, il potere, la spiritualità, la figura della madre, il corpo, la scienza, la psicoanalisi stessa - per approdare infine alla condizione delle donne nella società contemporanea, alle prese con vecchi e nuovi ruoli di fronte alle sfide ambientali, multiculturali e di convivenza pacifica tra i popoli. Navigando tra stereotipi, archetipi e figure esemplari del femminile, emergono anche le donne comuni, le loro potenzialità ancora inespresse, i limiti personali, quelli di genere, le difficoltà che le costringono nelle complesse società occidentali e in quelle in via di sviluppo, tuttora dominate dal pensiero e dai modi degli uomini nella cultura, nell’economia, nei luoghi di potere in generale. Aperta all’idea di un femminile e di un maschile intesi come «modalità psichiche» a disposizione di uomini e donne, l’autrice propone un «modo proprio» delle donne, sul piano sia collettivo sia individuale, che fa i conti con la storia, la società e i suoi nodi fondamentali, andando oltre l’idea di un «eterno femminino» e di altri universalismi nati nella mente maschile che continuano a ingabbiare la vita delle donne. L’acquisizione di una maggiore consapevolezza di sé inclusiva delle proprie ombre - quale che sia la via scelta per raggiungerla - rimane per l’autrice un passaggio ineludibile se le donne vogliono produrre autentici cambiamenti nella qualità della loro vita. |
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Carl Gustav
Jung a Eranos. 1933-1952 Ispirato da Jung, assieme allo storico delle religioni Rudolf Otto e al sinologo Richard Wilhelm, prende avvio nel 1933 ad Ascona, sul lago Maggiore, un lungo ciclo di incontri via via configurati come un laboratorio di ricerca sulle strutture universali sottostanti al fenomeno religioso, dove l’interesse di Jung per la mitologia e per la fenomenologia della religione, e il suo riconoscimento di una specifica “funzione religiosa” della psiche, diventano il punto di contatto tra il suo pensiero e quello di studiosi tra i più significativi del XX secolo. Il volume, introdotto da scritti originali di noti studiosi junghiani, contiene materiali relativi alla presenza di Jung agli incontri di Eranos (tra cui una conferenza inedita dedicata al mistico italiano Opicino da Canistris), e una suggestiva galleria di 80 immagini fotografiche, oggetto della mostra “Carl Gustav Jung a Eranos 1933-1952” (Rettorato dell’Università degli Studi di Torino, 19 ottobre - 9 novembre 2007), di cui costituisce il catalogo. |
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Sabina
Spielrein. Una pioniera dimenticata della psicoanalisi Probabilmente Sabina Spielrein è soprattutto nota per la sua storia d’amore con C. G. Jung, e forse per questo il suo lavoro e il suo pensiero non sono stati più ampiamente apprezzati e ulteriormente elaborati. Intento del libro è ridare alla Spielrein il ruolo di “pioniera della psicoanalisi” (importante nello sviluppo della psicoanalisi in Russia), capace di stimolare nei suoi interlocutori degli insight che sarebbero divenuti base per concetti teorici fondamentali nella psicoanalisi e nella psicologia analitica, come quello di Anima, di controtransfert e di pulsione di morte. Il materiale biografico è arricchito da alcune pagine di diario mai pubblicato in italiano, nonché da alcuni saggi brevi pubblicati tra il 1912 e il 1922. “L’origine delle parole infantili papà e mamma”, pubblicato nel 1922, non solo percepisce l’importanza della relazione dell’infante col seno per il suo sviluppo psichico, anticipando il lavoro di Melanie Klein, ma pone la domanda se è il bambino a costruire il proprio linguaggio, o se semplicemente lo eredita, adombrando il concetto di Winnicott di oggetti transizionali. Sono poi proposte per la prima volta in italiano le lettere che Jung le scrisse, e le cartelle cliniche relative alla sua terapia affidata allo stesso Jung presso l’ospedale Burghölzli di Zurigo. Il libro fornisce un quadro della sua vita tormentata fino a quando, nell’estate 1942, fu vista con le sue due figlie in una colonna di ebrei intruppati dai nazisti nelle vicinanze di Rostov-sul-Don, diretta al sacrificio finale. |
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Perchè
si ride. Umorismo, comicità, ironia “L'umorismo è come Dio: se ne può dire solo quello che non è. È sempre qualcos'altro [...]. Nell'umorismo non c'è un segreto da comprendere o da indovinare, come nella battuta o nel gioco di parole. È l'intero pensiero a esser rivestito di umorismo [...]. L'umorista in quanto tale [...] non fa giochi di parole - se non per falsa grossolanità. Anzi, in un umorista sottile, la volgarità può essere persino una ricercatezza dell'ingegno: un'ingegnosità al quadrato. [...] L'umorismo comporta sempre un polo che espone e la coscienza dell'altro” (Vladimir Jankélévitch). I filosofi, gli psicoterapeuti e tutti coloro che intendono riflettere sui loro saperi formalizzati e sulla tradizione di ricerca cui appartengono sono i potenziali lettori di questo libro, che raccoglie contributi di Giuseppe Di Giacomo, Adriano Fabris, Enrico Ghidetti, Vladimir Jankélévitch, Mauro La Forgia, Luca Lupo, Paolo Francesco Pieri, Antonello Sciacchitano, Carlo Sini, Davide Sparti, Antonio Trizzino. |
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I nomi
della sincronicità Questo volume, come i precedenti dedicati a I nomi propri dell'ombra, I nomi comuni dell'Anima e I nomi della trasformazione, si avvale di una vastissima collaborazione interdisciplinare, allo scopo di ottenere un dizionario minimo di "immagini" che rivisitino e attualizzino il concetto junghiano di Sincronicità: nuovo principio creato da Jung per affiancare e completare quelli di tempo, spazio e causalità. Tra gli eventi sincronistici comprese intuizioni, fantasie, visioni, precognizioni, sogni veridici, profezie eccetera. La definizione si basa sulla contemporaneità psicologica che caratterizza questo fenomeno; giacché se si trattasse di contemporaneità fisica sarebbero stati sufficienti vocaboli già in uso, come sincronia o sincronismo. S.Baratta e F.Ermini sono curatori dei Quaderni di Convergenze, associazione che promuove ricerca ed eventi formativi in psicologia. |
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Opere.
Vol. 19 tomo 2. Indici analitici Il tomo 2 del volume 19 completa l’apparato di strumenti di consultazione e di approfondimento che è parte essenziale dell’edizione italiana delle «Opere». Si presenta come una guida che renderà più agevole allo studioso il reperimento dei nomi, termini e concetti nelle migliaia di pagine che compongono le «Opere», e orienterà il lettore non specialista nei suoi viaggi attraverso i testi junghiani. |
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