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SETTORE:
PSICOLOGIA SOCIALE |
La mente
consapevole. Vivere pienamente attraverso una completa conoscenza
di sé Gran parte della nostra vita mentale si svolge a livello inconsapevole: la consapevolezza è uno stato mentale temporaneo e sfuggevole che si limita per lo più ai momenti di difficoltà. Siamo consapevoli, per esempio, quando impariamo ad andare in bicicletta, ma appena presa confidenza subentrano subito automatismi e inconsapevolezza. Subentra, così, uno stato mentale passivo, inconsapevole, appunto, che impoverisce la nostra vita: ci siamo privati di quella risorsa fondamentale dell’esistenza che è la consapevolezza. L'autrice, invece, ci spiega le prerogative e in vantaggi di uno stato mentale consapevole. In questo libro ricco di insegnamenti, consigli, aneddoti e profonde verità, mostra come consapevolezza significhi maggior controllo della nostra vita, capacità di inventare soluzioni nuove e di trasformare le difficoltà in vantaggi, libertà dal pregiudizio, saper attingere a risorse segrete del corpo e della mente. Un libro che "riesce, in un sol colpo, a essere scientificamente interessante, immensamente pratico ed estrememente avvincente" (Jerome Bruner). |
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L'Effetto
Lucifero. Cattivi si diventa? Cosa fa sì che i buoni diventino cattivi? Zimbardo, noto come l'ideatore dell'esperimento carcerario di Stanford, racconta qui la storia di questo studio. A un gruppo di studenti furono attribuiti a caso i ruoli di "guardia" e "detenuto" in un ambiente carcerario simulato. Dopo una settimana lo studio fu interrotto perché quei normalissimi studenti si erano trasformati in guardie brutali e in detenuti emotivamente distrutti. Zimbardo descrive come certe dinamiche di gruppo possano trasformare in mostri uomini e donne perbene e ci permette di comprendere meglio fenomeni di estrema crudeltà, dalla disonestà delle multinazionali a come soldati americani prima degni di stima siano giunti a perpetrare torture su detenuti iracheni ad Abu Ghraib. |
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Comprensione
sociale ed emozioni nel ciclo di vita. Aspetti tipici e a rischio Il concetto di Teoria della Mente (ToM) nasce nel 1978, designando la capacità di inferire stati mentali (credenze, desideri, emozioni) nell'individuo e di considerarli alla base del comportamento. Ben presto il concetto si impone all'attenzione dei ricercatori di psicologia dello sviluppo fino a divenire l'oggetto di uno specifico settore di ricerca, che si concentra fondamentalmente sulla comprensione della falsa credenza, sulle tappe normative del suo sviluppo e sulle teorie della sua origine. Esso interessa fin da subito anche gli studiosi di psicopatologia infantile, che individuano un deficit mentalistico alla base dell'incapacità sociale del bambino affetto da autismo. Con gli anni Novanta si aprono nuovi indirizzi di ricerca che rendono più articolato l'ambito e, contemporaneamente, l'oggetto stesso di studio, mostrandone il carattere sfaccettato. |
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L’educatore
extrascolastico. Capire e utilizzare le variabili di personalità Lo specifico della professione dell'educatore è la relazione. Il volume illustra i processi socio-cognitivi ed alcune delle variabili che concorrono alla regolazione della relazione operatore-utente nelle professioni dell'aiuto e della cura. Inoltre illustra l'azione di autoefficacia percepita, delle attribuzioni di causa e di responsabilità e del grado di alessitimia nel modulare l'intervento dell'educatore. |
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L'indifferenza.
Conformismo del sentire e dissenso emozionale Lemma essenziale di qualsiasi antologia del male, l'indifferenza è comunemente intesa come distacco emozionale tra sé e gli altri; una mancanza d'interesse per il mondo alimentata dal desiderio di non essere coinvolti in alcun modo, né in amore né in lotta, né in cooperazione né in competizione. La nostra società appare ai piú popolata di passanti distratti e noncuranti, affetti dall'indifferenza dell'uomo verso l'uomo, dotati di una moralità precaria e asservita all'interesse personale. Lasciando dietro di sé la visione dell'indifferenza come malattia, il libro devia dagli usuali sentieri d'indagine per risalire alle spalle di questo atteggiamento. In particolare, attraverso un'approfondita ricognizione nel mondo dei sentimenti, analizza la disciplina socio-normativa delle emozioni come dispositivo produttore di indifferenza. Una prospettiva da cui emerge il ruolo della dissidenza emozionale come forma di trasgressione rispetto all'imperativo dell'indifferenza. Lungi dall'essere una mera trattazione teorica - ricco è infatti il riferimento a film, romanzi, episodi di cronaca, eventi culturali -, il libro è impreziosito da storie di vita: le peripezie e i drammi di un peacekeeper nel corso di una missione umanitaria, l'angoscia e l'impotenza di un infermiere mentre svolge il proprio lavoro durante i drammatici fatti del G8 di Genova. Storie di vita generatrici di epifanie emotive che sollecitano risposte contrarie all'abituale, lanciando una sfida al mimetismo conformista del sentire. |
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| Pensare dritto,
pensare storto. Introduzione alle illusioni sociali Giovanni Jervis Torino, Bollati Boringhieri, 2007 (Nuova cultura) ISBN: 9788833917832 206 p. € 14,00 Settore PSICOLOGIA SOCIALE Il dibattito pubblico, sia in Europa sia negli Stati Uniti, è oggi chiamato a occuparsi dei rapporti fra l’etica laica e le religioni. In questa discussione, gli aspetti psicologici dei grandi temi sociali hanno assunto un'importanza sempre maggiore. Molte questioni, infatti, possono essere chiarite quando si comprendono i punti deboli dei nostri comuni modi di pensare. Sigmund Freud chiamava illusioni una varietà di errori della mente: questo libro introduce il lettore curioso ad analizzare le illusioni che incidono sulla vita di tutti. Giovanni Jervis, psichiatra e psicoanalista, scrive su temi sociali. I suoi libri più recenti sono Individualismo e cooperazione (2002) e Contro il relativismo (2005), editi da Laterza. |
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Stress,
individui e società. Prospettive psicosociali e ambiti
di intervento L'idea di base di questo volume è che il concetto di stress sia una valida - sebbene non esclusiva - chiave di lettura del disagio contemporaneo, che spesso si configura come un malessere diffuso, cronico e scarsamente controllabile. La prima parte del testo illustra le principali linee teoriche e di ricerca. La seconda parte esplora diversi ambiti specifici (stress lavorativo, mobbing, burnout, stress ambientale), con attenzione alle possibilità d'intervento. L'ultima parte si concentra sulle relazioni tra stress e tematiche psicosociali quali l'identità, la sicurezza e il pregiudizio. Il volume si conclude con la proposta di un nuovo modello esplicativo dello stress fondato sulla dimensione del controllo. |
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Il gioco
della sopravvivenza. Biologia, psicologia, economia: alle radici
del comportamento umano tra lotta e cooperazione Gli esseri umani, come gli altri animali cooperano o si combattono per il cibo, il controllo del territorio, la propria sicurezza. Ma cosa li spinge a mostrare i muscoli o a fare gioco di squadra con i loro rivali? In questo libro, l'autore, psicologo all'Università di Washington (Seattle) e zoologo, sintetizza le più recenti idee partorite dalla biologia, dalla psicologia e dalle scienze economiche per esplorare le radici del nostro comportamento. Gettando finalmente un po' di luce su ciò che rende le nostre decisioni così squisitamente "umane" e su ciò che possiamo apprendere dal mondo naturale in cui viviamo per negoziare e competere tutti i giorni con i nostri simili. |
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| La teoria
delle rappresentazioni sociali Il tema delle rappresentazioni sociali occupa una posizione centrale nelle scienze umane e sociali. Punto d'intersezione tra diverse discipline, le rappresentazioni sociali collegano in particolare due grandi aree di studio dell'uomo: la psicologia e la sociologia. In quanto espressione delle relazioni umane e sociali, tali rappresentazioni partecipano all'elaborazione di numerosi aspetti del nostro pensiero quotidiano e forniscono un'efficace spiegazione dell'origine e dell'evolversi del senso comune. In questo volume, l'autrice presenta, rendendola chiara e accessibile, la complessa teoria delle rappresentazioni sociali, anche nei suoi sviluppi più recenti. |
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La paura.
Psicologia e uso sociale L'attualità è fonte inesauribile di paure collettive (attentati terroristici, disastri ecologici, guerre, crisi del mondo del lavoro) e la paura penetra nell'identità del cittadino globale e al tempo stesso, lo trascende, trasformandosi in cultura globale ed economia del pianeta. Il libro traccia un identikit delle paure contemporanee, alimentate dall'ininterrotto susseguirsi di crisi: ecologiche, socio-economiche-finanziarie, militari-terroristiche-criminali, identitarie e si propone di offrire uno sguardo molteplice e trasversale sulla paura, nella consapevolezza che riflettere sulla paura costituisce un antidoto contro la paura stessa. |
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