| Novità
|
SETTORE:
SOCIOLOGIA |
Amore
per l'odio. La produzione del male nelle società moderne
«L’odio e la paura dell’odio sono antichi quanto il genere umano, e le probabilità che la loro eterna familiarità con la condizione umana possa essere interrotta in un prossimo futuro appaiono alquanto scarse, sempreché ve ne siano. Odiamo perché abbiamo paura; ma abbiamo paura a causa dell’odio che avvelena la nostra coabitazione sul pianeta che condividiamo (...). Sembra che l’odio e la paura siano prigionieri di un circolo vizioso, che si alimentino vicendevolmente e traggano l’uno dall’altra l’animosità e l’impeto che li infiammano. Nei nostri tempi contrassegnati dalle “identità turbate” (la dizione usata da Donskis) “dobbiamo designare un gruppo bersaglio (zingari, neri, musulmani, ma anche ebrei o americani). Il gruppo prescelto potrebbe non aver nulla a che spartire con la ragione reale della nostra ansia, insicurezza, incertezza. Potrebbe situarsi totalmente al di fuori della nostra esperienza personale”. Ma se il gruppo che abbiamo scelto è debole “proietteremo su di esso la nostra insicurezza, incertezza e il risultante odio per noi stessi”. La lezione che è necessario ricordare con particolare accuratezza è che “un odio perfettamente coerente parla sempre il linguaggio dei gruppi, dell’anonimato e delle follie di massa. Tuttavia la ragione maschera l’odio dipingendolo come moralità piena di principi, politica progressista, religiosità o, peggio, amore e compassione, poiché un odio perfetto si traveste sempre da amore”.» (Dalla Prefazione di Zygmunt Bauman) |
|
Modus
vivendi. Inferno e utopia nel mondo liquido Nel mondo moderno, definito da Bauman liquido, nulla riesce a mantenere a lungo la sua forma: lo Stato-nazione è messo alle corde da una globalizzazione negativa, sono allo sbando le strutture sociali e le istituzioni, la democrazia si accompagna all'incertezza e si sgretola il concetto stesso di solidarietà sociale. La crisi mondiale invade anche il privato dell'individuo. «Non sono rimasti molti terreni solidi su cui gli individui possano edificare le loro speranze di salvezza. Non possiamo più sperare seriamente di rendere il mondo un posto migliore in cui vivere; non possiamo neppure rendere veramente sicuro quel posto migliore nel mondo che, forse, siamo riusciti a ritagliare per noi stessi. L’insicurezza c’è e resterà, qualunque cosa accada». Rendere l’incertezza meno terribile, la felicità più permanente, ecco la grande utopia inseguita dagli abitanti del mondo liquido. Dopo aver indagato la sfuggente struttura del mondo 'liquido', Bauman si interroga sulle sue conseguenze a lungo termine e affronta la paura più inconfessabile: che futuro ci aspetta? |
|
| Il comportamento
in pubblico. L'interazione sociale nei luoghi di riunione Gli psichiatri ci hanno reso piú consapevoli di una sfera della vita sociale di grande interesse, quella del comportamento nei luoghi pubblici e semipubblici. Goffman prende in esame il comportamento anonimo, rilassato, nelle aree della città liberamente accessibili ai membri della comunità. In questi contesti l'interazione faccia a faccia si presta meglio che altrove a essere studiata come una realtà a sé stante, autonoma e distinta dalle altre sfere della vita sociale. Goffman riflette sulle regole che governano tale interazione, sull'idioma rituale che disciplina il comportamento dei soggetti negli spazi pubblici. Ne emerge l'indicazione che i piccoli gesti di deferenza e di contegno che compiamo in pubblico esprimono «la religione dell'individuo» piú frequentemente e non meno profondamente delle relazioni nei luoghi privati. |
|
| Vita
liquida Stress, consumismo ossessivo, paura sociale e individuale, città alienanti, legami fragili e mutevoli: il mondo in cui viviamo sfoggia una fisionomia sempre più effimera e incerta. È ‘liquido’. «Una società può essere definita ‘liquido-moderna’ se le situazioni in cui agiscono gli uomini si modificano prima che i loro modi di agire riescano a consolidarsi in abitudini e procedure. La vita liquida, come la società liquida, non è in grado di conservare la propria forma o di tenersi in rotta a lungo.» Sospinta dall’orrore della scadenza la società liquida deve modernizzarsi, o soccombere. E chi la abita deve correre con tutte le proprie forze per restare nella stessa posizione. La posta in gioco di questa gara con il tempo è la salvezza (temporanea) dall’esclusione. |
|
Psicanalisi
e politica In un testo lucidissimo, sintetico e penetrante, Herbert Marcuse sviluppa la sua rilettura eterodossa della psicanalisi freudiana e propone i temi centrali della sua critica alla società repressiva. In questo volume, che nasce da due conferenze tenute a Francoforte e a Heidelberg, Marcuse delinea la sua interpretazione della teoria freudiana degli istinti, centrata sul conflitto tra Eros e civiltà. Alla società repressiva, che comprime le energie istintuali e le indirizza verso la distruzione e l’aggressività, Marcuse contrappone una riscoperta del principio del piacere, che non è solo sessualità, ma piacere estetico, gioco, libero sviluppo di tutte le facoltà umane. Psicanalisi e politica, che ha avuto grandissima diffusione negli anni Settanta, viene qui pubblicato insieme ad altri saggi che ne sviluppano e arricchiscono le tematiche. |
|
La violenza
tollerata. Mafia, poteri, disobbedienza Studiosi e magistrati – ciascuno nella specificità del proprio ruolo – affrontano il controverso problema di un mondo in cui è sempre più difficile trovare spazi di espressione della propria soggettività preservando capacità e possibilità di scelta, all’interno di un reticolo stringente di relazioni, di uno scenario che appare sempre più interconnesso e globalizzato e in cui la definizione di “devianza” è sempre più spesso frutto di una scelta strategica per operare forme di esclusione e di controllo sociale. Lungo il confine labile che separa “normalità” e “devianza”, gli autori esplorano zone ambigue e sfuggenti della marginalità sociale, luoghi dove la violenza è esibita e tollerata, nel tentativo di individuare nuove forme e nuovi strumenti di interpretazione della realtà. |
|
Amore
come passione Il libro offre un'intrepretazione dell'evoluzione del comportamento amoroso dal Cinquecento ad oggi. L'analisi, per il suo impianto storico e per il numero e la qualità dei testi letterari presi in esame, si distingue nettamente dalle indagini meramente sociologiche e arricchisce la conoscenza di quella "normalissima improbabilità" che è l'amore. Niklas Luhmann (1927-1998) ha insegnato Sociologia all'Università di Bielefeld ed è considerato uno degli studiosi più importanti della disciplina. |
|
Contro
i diritti umani Nati come costruzione ideologica a salvaguardia del privilegio, i diritti umani coprono e legittimano l’imperialismo occidentale, gli interventi militari, la sacralizzazione del mercato, l’ossessione del politically correct. Ma a volte sono sfuggiti al controllo del potere, producendo effetti reali, cambiando il corso della Storia. La domanda è: ci si può ancora appellare ai diritti umani per far vacillare i possenti bastioni della disuguaglianza? |
|